PdL Senato: Intervista a Lucio Malan nel Giorno della Memoria

Malan: “È sempre piu’ importante ricordare”

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” (Primo Levi). Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche aprono i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino, rivelandone al mondo gli orrori. Cinquantacinque anni dopo, nel 2000, con la legge n. 211 il Parlamento italiano ha istituito il ‘Giorno della Memoria’, da celebrare proprio il 27 gennaio “in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico”. E adesso, undici anni più tardi, sono moltissime le conferenze, i dibattiti, gli incontri promossi in tutta la penisola ‘per non dimenticare’ l’Olocausto. In Italia sono ufficialmente più di quattrocento le persone insignite dell’alta onorificenza dei ‘Giusti tra le Nazioni’ per il loro impegno a favore degli ebrei perseguitati.

Ascoltiamo in merito il senatore Lucio Malan.

Siamo giunti all’undicesimo anno di celebrazione del ‘Giorno della Memoria’. Vogliamo ‘tirare le somme’, senatore Malan?

“La legge con la quale è stata istituita questa giornata commemorativa è molto importante e positiva. Mentre da un lato è aumentata la consapevolezza del valore del ricordo, dall’altro ci sono quelli che preferirebbero dimenticare o addirittura negano la realtà della Shoah. Dunque è ancora più importante celebrare”.

Il nuovo antisemitismo corre sul web. Secondo quanto affermato da Gianni Letta in relazione ai recenti dati diffusi dalla Polizia postale, si può parlare di un vero e proprio ‘virus’ su internet. In che modo il Giorno della Memoria può scongiurare questa vergogna?

“Un gruppo di pazzi che sostenga qualsiasi strampalata opinione si trova sempre. E’ come se qualcuno negasse la realtà della Seconda Guerra Mondiale. Se però c’è, specialmente nelle scuole, una informazione adeguata sull’argomento, si scongiurano fenomeni di proselitismo.

Il web è il mezzo di informazione più facilmente accessibile, flessibile e dove è più facile diffondere opinioni. Ma non credo che internet sia intrinsecamente buono o cattivo. L’antisemitismo, infatti, è una malattia cronica dell’umanità. Lo dimostra il fatto che effettivamente anche giovani, che non hanno vissuto certamente la Shoah e che hanno una conoscenza nulla o scarsissima della realtà ebraica, si professano antisemiti, confermando la gravità di questo male.

Ecco perché è importante vigilare e mantenere la memoria in un periodo in cui, per l’inevitabile avvicendarsi delle generazioni, sono ormai pochissimi coloro che questa terribile tragedia l’hanno vissuta, da una parte e dall’altra”.

Il Ministro Alfano ha annunciato l’intenzione di costituire un gruppo tecnico di lavoro per valutare la scrittura di una norma che affermi il reato di negazionismo. Lei cosa ne pensa?

“Sarebbe bene se fosse presentata come iniziativa unanime delle forze politiche, previa l’approvazione da parte della comunità ebraica. Si tratta, infatti, di un problema delicato poiché si istituirebbe un cosiddetto ‘reato d’opinione’. E’ bene punire lo spregevole atto, ma bisogna muoversi con estrema cautela”.

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