Signor Presidente, signor Ministro, il Gruppo Fratelli d’Italia è molto preoccupato per gli sviluppi che sono seguiti alla grave crisi dell’Alitalia. Nel corso degli anni la Compagnia ha rappresentato un biglietto da visita del nostro Paese per il settore dei trasporti e per tutte le nostre eccellenze. Una compagnia aerea nazionale importante è fondamentale per i grandi Paesi come il nostro, in particolare quando si è una Nazione che vede nel turismo una delle sue risorse principali e quella con maggiori possibilità di ulteriore sviluppo per lo straordinario patrimonio paesaggistico, storico, monumentale e artistico del nostro Paese.
Ebbene nel corso degli anni Alitalia ha assorbito molto denaro, in parte denaro pubblico, in parte denaro privato, ed ha impoverito la sua occupazione e i suoi dipendenti perché abbiamo visto, già negli ultimi tempi di Alitalia, una riduzione del personale nel numero e anche nelle retribuzioni. Per anni si era detto che i dipendenti di Alitalia guadagnavano più dei loro colleghi stranieri, anche se spesso non era vero, ma adesso è diventato vero il contrario, cioè guadagnano di meno e hanno condizioni più difficili. Con l’avvicinarsi e il protrarsi della crisi più volte Fratelli d’Italia ha presentato delle proposte. Nel giugno scorso abbiamo presentato delle proposte concrete in una mozione che si preoccupava dei vari settori in cui era possibile intervenire.
Noi oggi le chiediamo, signor Ministro, quali sono le reali prospettive occupazionali, per la nuova compagnia che è sorta dalle «ceneri» di Alitalia, che ovviamente non possono essere disgiunte da quelle dell’azienda.
Vorrei altresì sapere quali sono le prospettive del trasporto. Abbiamo chiesto e tuttora auspichiamo un coordinamento tra le modalità aerea, ferroviaria, portuale e viaria. È necessario fare un grosso lavoro in questo senso, facendo in modo che delle aziende nascano, si sviluppino o abbiano l’assetto adatto ad affrontare le emergenze di questi anni in tutto il settore di supporto, con l’indotto che può essere quello di una grande compagnia aerea.
PRESIDENTE. Il ministro dello sviluppo economico, onorevole Giorgetti, ha facoltà di rispondere all’interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
GIORGETTI, ministro dello sviluppo economico. Signor Presidente, ringrazio il senatore Malan e rispondo all’interrogazione come Ministro dello sviluppo economico anche se, come sapete, ITA è una compagnia aerea posseduta al 100 cento dal MEF e quindi il piano industriale fa riferimento a quel Ministero. Per mettere in fila i ragionamenti, prima con il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 e poi con successivi provvedimenti, in qualche modo è stata interiorizzata nella normativa la decisione della Commissione europea che ha autorizzato il passaggio da Alitalia ad ITA nelle forme sempre consentite in termini di discontinuità aziendale.
La parola chiave, in tutto questo processo molto complicato e che prevede – appunto – il rispetto sia della normativa europea sia delle normative nazionali per quanto riguarda le procedure di cui alle leggi Prodi e Marzano, deve rispondere a questo criterio. È questo il motivo per cui l’azionista è il MEF e gli organi si stanno muovendo con una discontinuità che è andata anche a incidere sul contratto di lavoro che è stato adottato e che risponde esattamente a una delle prescrizioni fatte dalla Commissione europea.
Per quanto riguarda la tutela dei lavoratori, il Governo si è mosso subito assicurando un sistema di ammortizzatori sociali che dovrebbe accompagnare il piano di sviluppo aziendale, che parte in condizioni oggettivamente di perimetro limitato, ma che dovrebbe assorbire – ovviamente se il mercato ci assisterà – migliaia di lavoratori già a partire dall’anno prossimo, fino ad arrivare possibilmente nell’orizzonte pluriennale ad assorbirne direttamente almeno 5.000.
Inoltre, per quanto riguarda l’handling e la manutenzione, in questo caso si va verso gare a cui sicuramente l’auspicio è che ITA, in concorrenza e in cooperazione con investitori privati, possa partecipare; naturalmente c’è un limite di maggioranza e di minoranza rispetto alle due diverse fattispecie.
Mi avvio alla conclusione del mio intervento per dire semplicemente che ilMinistero delle infrastrutture e della mobilità sostenibilicol nuovo piano aeroporti ha precisato di vedere un sistema integrato tra il viaggio aereo e le ferrovie, quindi questo è un obiettivo di sistema che assolutamente vogliamo perseguire. È altrettanto evidente che il successo dell’operazione di ITA deve darci forza e capacità negoziale, perché nel futuro mercato del settore aereo anche l’interlocuzione con altri vettori, in vista di alleanze strategiche, richiede di andare al tavolo a testa alta e con i conti in regola.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Malan, per due minuti.
MALAN (FdI). Signor Presidente, signor Ministro, indubbiamente quando parla di garantire l’occupazione, di integrare il sistema dei trasporti del nostro Paese, di dare prospettiva anche a tutta la struttura aeroportuale del nostro Paese non può che trovarci d’accordo; certo che per ora vediamo anche grandi criticità, che innanzitutto hanno pagato i lavoratori in termini occupazionali. Proprio stamattina abbiamo constatato che viene sospeso, proprio per questa vicenda Alitalia, l’articolo 2112 del codice civile, che era lì da quasi ottant’anni e che non ha tutelato (la tutela è stata esclusa) i lavoratori della compagnia di bandiera. È importante non soltanto per i dipendenti di Alitalia, non soltanto per l’indotto, che pure ha la sua grande rilevanza, ma è importante per tutto il Paese avere una compagnia che abbia il suo peso, che eviti alla maggior parte dei viaggiatori di fare voli con scalo ormai per la maggior parte delle capitali straniere. Se bisogna passare da Monaco, da Vienna, da Francoforte, da Londra, da Parigi, il rischio, anzi la certezza, è che molti, se devono fare questo passaggio, anziché insediare aziende in Italia, ritengano di insediarle in uno di questi Paesi dove comunque devono passare.
È importante che il Governo e l’Italia nel suo insieme faccia pesare anche in sede internazionale l’importanza che ha per noi avere una compagnia, un trasporto aereo che sia attraente per gli investimenti, per il turismo e che naturalmente serva adeguatamente anche all’interno dell’Italia. Su questo noi saremo sempre pienamente collaborativi e speriamo che il Governo faccia valere tutto il peso del nostro Paese in questo senso.
