REFERENDUM. MALAN (FI): SENZA FAKE NEWS RENZI, “NO” ALL’80%

“All’ex vicepresidente degli USA Joe Biden piacciono le battute paradossali, al punto che qualcuno le prende sul serio. La riforma Renzi-Boschi-Napolitano-Verdini è stata sconfitta al referendum non certo per manovre russe (di cui Biden dovrebbe spiegare le dinamiche) ma perché scritta male, al solo scopo di perpetuare il potere di un gruppo di politici che non avrebbe mai avuto i voti per governare senza alleati, come era la sua aspirazione. L’hanno capito valentissimi costituzionalisti tanto quanto la gente comune, politici navigati quanto persone che di solito non votano ma che, il 4 dicembre di un anno fa, si sono mobilitati per salvare la democrazia da derive pericolose.

Di fake news in campagna referendaria ce ne sono state parecchie: quelle del “Sì”, però. Con Renzi e Boschi in testa, quando spiegavano ai media – al 95% dalla loro parte – che, con la nuova Costituzione, si risparmiavano 500 milioni all’anno mentre la Ragioneria dello Stato certificava una cifra dieci volte inferiore. E che dire di Renzi, che raccontava che i parlamentari italiani sono i più costosi del mondo e i media compiacenti non pubblicavano le smentite? Joe Biden, senatore a Washington per 36 anni, conosce bene l’entità dei rimborsi spese dei suoi colleghi – in media 275mila euro al mese, quanto quelli di una cinquantina di senatori italiani – che, secondo Renzi, sarebbero i più costosi! Quelle di Renzi sì che sono fake news, diffuse anche dai media smaniosi di favorire il “Sì”, Renzi, ma anche – dopo il referendum – il M5S. Poi c’era la fake news dell’eterno ping-pong Camera-Senato delle leggi, che riguarda solo percentuali risibili di provvedimenti.

Senza le fake news di questo genere, il “No” sarebbe andato all’80%. Chi, però, certamente ha cercato di influenzare il referendum italiano è stato il Presidente Obama, che ha più volte pubblicamente sostenuto le rovinose riforme proposte dal Governo Renzi, su insistenza di quest’ultimo. Evidentemente, gli Italiani sanno pensare con la loro testa, aldilà di ciò che può essere detto dalla Casa Bianca, ma Obama fu ricambiato da un imbarazzante e sguaiato sostegno da parte di membri del Governo italiano alla candidatura di Hillary Clinton: guardare i ministri del Governo italiano girare nella notte elettorale con la patacca di uno dei candidati USA in corsa fu veramente desolante, compensato però dalla soddisfazione di vederli perdenti dopo poche ore.

Dopo le simpatiche battute di Joe Biden, che da ex senatore avrebbe invece dovuto smentire le balle renziane, spero che non ci siano più di questi episodi – di cui si rese protagonista anche l’ex ambasciatore Thorn quando, nel 2013, sostenne forse involontariamente il M5S, dichiarandosi a favore dei Partiti particolarmente attivi sui nuovi media, citando in particolare il movimento di Beppe Grillo.

La democrazia in Italia c’è grazie agli Stati Uniti d’America, e anche per questo dobbiamo essere tutti sempre molto attenti nel difenderla giorno per giorno”.

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