Risorgimento Italiano: “Arresto Caridi, Malan: perché ho votato no”

Lucio Malan, senatore di Forza Italia, ha votato contro l’arresto del senatore Caridi. Le ragioni della richiesta, però, sembrano molto gravi….

“Sicuramente le accuse sono molto gravi. Quello che non regge sono gli indizi a sostegno di queste accuse: intanto perché si tratta di fatti che risalgono ad oltre 10 anni fa e, poi, perché le prove a carico di Caridi sembrano piuttosto labili. Basti pensare che una delle accuse poggia su una intercettazione telefonica in cui non Caridi ma un’altra persona parla di una “cambiale” che Caridi avrebbe dovuto riscuotere. Una telefonata che, se ascoltata tutta, avrebbe rivelato il suo carattere scherzoso; e la parola cambiale era chiaramente un riferimento “politico”, non certo economico.

A me, questo non sembra abbastanza per privare un uomo della libertà. Soprattutto se riflettiamo sul fatto che questa telefonata è avvenuta il 20 aprile del 2002, ovvero oltre 14 anni fa. Ne dobbiamo concludere che, da quasi tre lustri, si aveva una prova schiacciante nei confronti di Caridi e che questa prova non sia stata usata per tutto questo tempo. Oppure che non si avevano abbastanza prove”.

Su cosa vota il Parlamento?

Si dice spesso che la decisione ai sensi dell’articolo 68 della Costituzione non deve entrare nel merito del processo ma solo valutare se esista un fumus persecutionis.

“In verità, questa cosa che spesso sento ripetere non è scritta da nessuna parte. In questione, qui, non c’è la vicenda relativa a un parlamentare ma l’intero Parlamento e il suo rapporto con una richiesta che viene dalla Magistratura. Noi, quando votiamo in base all’articolo 68 della Costituzione, non ci esprimiamo su Caridi o su chiunque altro ma sul Parlamento e sui cittadini che hanno eletto i parlamentari. Il dibattito sul Parlamento come sede di giurisdizione è vecchio ma, in ogni caso, l’effetto della nostra decisione è identico a quello di un Tribunale: questo è il punto. Per questo la valutazione della fondatezza delle accuse ha una sua importanza”.

La fondatezza delle accuse

E allora, andiamo al merito delle accuse: Caridi è accusato di avere goduto di appoggi importanti della ‘Ndrangheta.

Anche qui invito a guardare ai fatti: quando si candidò al Consiglio regionale della Calabria, Caridi non fu eletto e prese pochissimi voti nei territori che sarebbero controllati dalla ‘Ndrangheta. Infatti, non ci sono accuse di “voto di scambio” nelle carte. Come ho detto in Aula, a me sembra che i “titoli” delle accuse non corrispondano alle prove. Se devo stare alle carte, Caridi è sotto indagine da quasi 15 anni e noto che gli elementi di cui si parla sembrano più vicini al “si dice” che alle prove. E’ vero che il processo si dovrà fare ma, anche per decidere di mandare in carcere una persona, gli elementi devono avere una loro solidità.

Pensi che il voto del senatore Caridi due anni fa, il 14 ottobre 2014, fu determinante per mantenere in vita il Governo Renzi per un provvedimento che consentiva all’Esecutivo di discostarsi dal pareggio di bilancio sancito dall’articolo 81 della Costituzione. Se questa richiesta fosse arrivata due anni fa, il Governo non avrebbe avuto quel voto: poteva cadere. Io, che non sono certo amico del Governo Renzi, non vorrei stare in un Parlamento in cui la libera espressione di un parlamentare su un provvedimento sia condizionata dalle decisioni della Magistratura e un Governo possa cadere per questo. Ma se – come leggo sulle carte – Caridi agisce “in base agli ordini della ‘Ndrangheta” e se ragionassi come altri, dovrei concludere che la ‘Ndrangheta aveva interesse che il Governo Renzi rimanesse in piedi. Si rende conto dell’aberrazione?”

Poco tempo per decidere?

Lei ha anche contestato anche i tempi di questa decisione, troppo rapidi.

“Ho posto una questione pregiudiziale al Presidente Grasso perché non ho dubbi che l’autorizzazione per Caridi sia stata la trattazione più rapida di una richiesta di arresto fino a oggi. I senatori dovrebbero prepararsi, avere il tempo di leggere le carte – che, in questo caso, erano migliaia. Caridi avrebbe avuto il diritto di essere presente fin dall’inizio della seduta. Inoltre, la richiesta di arresto sarebbe stata affrontata – come poi è accaduto – dal Tribunale del riesame pochi giorni dopo”.

Secondo Lei, la decisione del Parlamento potrebbe influenzare la imminente decisione del Tribunale del riesame?

“Non voglio neppure pensarci. I Tribunali in questo Paese decidono in maniera del tutto indipendente dalle decisioni di altri Organi costituzionali e così deve essere. Io ho posto la questione del riesame in Aula perché a noi senatori è stato dato molto meno tempo per decidere di quanto ne abbia avuto un Tribunale. E decidevamo – come il riesame – della libertà di un cittadino, oltre che di un parlamentare”.

Lega e Forza Italia su fronti opposti

Il voto sull’arresto era segreto ma sembra certo che la Lega abbia votato a favore, a differenza di voi di FI.

“Ha detto bene Lei: il voto era segreto e io non so cosa abbiano votato i senatori della Lega. Se avessero scelto di dire di sì all’arresto, lo avrebbero fatto sbagliando. Forse hanno la coda di paglia, forse non ritrovano più certi temi e certe impostazioni sulla Giustizia che avevano anni fa”.

Quanto a Forza Italia, Lei sta con Parisi o con Toti?

“Io mi preoccupo di vincere il referendum sulla riforma costituzionale e battere Renzi. Se vinciamo, è già un bel passo in avanti”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email