Scuola: continuità agli interventi contro la dispersione e introduzione di misure e fondi a favore dell’edilizia scolastica

Intervento in Aula per l’illustrazione, in quanto relatore per la XI Commissione, del decreto-legge concernente la prevenzione e la rimozione della dispersione scolastica

Signor Presidente, Colleghi,

la produttività del sistema scolastico è un elemento difficilmente misurabile a causa della natura dei beni prodotti (cultura, istruzione) e, come è voto di ogni buon insegnante, migliora i cittadini. Un dato è però certamente quantificabile, cioè il numero degli allievi che portano a termine il previsto ciclo di studi. La percentuale di quelli che non raggiungono tale obiettivo può essere definita dispersione scolastica.

Tale problema è stato studiato, in particolare durante la X legislatura, dalla VII Commissione del Senato, che svolse un’indagine conoscitiva sulla dispersione scolastica, sull’analfabetismo funzionale e su quello di ritorno, nonché sui nuovi analfabetismi nella società italiana. Sulla base delle proposte e degli elementi individuati da tale Commissione, il Ministero della Pubblica Istruzione ha avviato da diversi anni una serie di esperienze-pilota nelle zone in cui il fenomeno della dispersione risulta più grave. Si tratta di esperimenti effettuati attraverso un’integrazione delle competenze dei diversi soggetti istituzionali referenti per la realizzazione del diritto allo studio, un’azione congiunta di conoscenza del fenomeno della dispersione in termini quantitativi e un’azione di coinvolgimento di operatori della Scuola, amministratori locali, associazioni e forze sociali.

L’articolo 1, comma 1, del provvedimento in esame proroga per l’anno scolastico 1994-1995 le disposizioni contenute nell’articolo 1, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 391 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 484 del 1993. L’intervento legislativo si era reso necessario perché il decreto legge n. 155 del 1993, convertito dalla legge n. 243 dello stesso anno, aveva introdotto nella materia limiti riguardanti l’utilizzo del personale docente della scuola in attività diverse dall’insegnamento. Questa disposizione, oggetto di proroga, ha consentito l’utilizzo, nell’anno scolastico 1993-1994, di 250 unità di personale docente per la prosecuzione e la qualificazione, in alcune zone di elevato disagio sociale, di attività didattico-educative per la rimozione della dispersione scolastica.

La Commissione Istruzione del Senato ha approvato una serie di emendamenti. Uno di essi modifica il testo del decreto-legge, aggiungendo all’articolo 1 il comma 3-bis che prevede l’istituzione di un osservatorio per la dispersione scolastica. Si tratta dell’attuazione normativa di un’iniziativa già attivata in precedenza.

Il disegno di legge di conversione è composto di 4 articoli; l’articolo 2 recepisce, attraverso l’aggiunta di una lettera all’articolo 456 del testo unico delle leggi sull’istruzione, la destinazione di 250 insegnanti a compiti di lotta alla dispersione scolastica; l’articolo 3 detta disposizioni urgenti in materia di interventi sugli edifici a uso scolastico nella città di Napoli – interventi che, come ha riferito al Senato il Ministro D’Onofrio, sono indispensabili per l’inizio dell’anno scolastico 1994-1995. Si prevede, a tal fine, lo stanziamento di una somma pari a 15 miliardi, che sarà versata alla contabilità speciale intestata alla Prefettura di Napoli. Tale somma viene tratta dalla riduzione dell’importo di un accantonamento, destinato a coprire gli oneri derivanti dall’azione di provvedimenti legislativi in materia di riforma dell’amministrazione scolastica, abolizione degli esami di riparazione e altro. L’articolo 4 disciplina, infine, le modalità di reimpiego delle risorse finanziarie destinate a copertura degli oneri di ammortamento di mutui per opere di edilizia scolastica.

Nel corso della discussione in Commissione, sono state fatte alcune osservazioni che riassumerò brevemente. Si è, innanzitutto, affermato che è giunto il momento di passare dagli esperimenti all’attuazione della strategia generale; si è, inoltre, auspicato che gli esperimenti offrano risultati non soltanto in merito alla loro effettiva attuazione, ma con riferimento ai benefici concreti ottenuti in termini di riduzione della dispersione scolastica (dovrebbe essere questo, infatti, l’obiettivo finale dei provvedimenti in materia). Il vero punto focale per combattere la dispersione è stato individuato da molti nel mantenimento di un basso rapporto tra alunni e insegnanti; in merito, era stato presentato al Senato un emendamento tendente a tenere invariato, nelle zone a rischio di dispersione scolastica, il rapporto alunni-classi dell’anno scolastico 1993-1994 anche per gli anni 1994-1995 e 1995-1996. Il Ministro, l’Onorevole D’Onofrio, ha accolto come raccomandazione tale osservazione, riservandosi di verificare la possibilità di trovare la copertura finanziaria per l’anno 1994-1995. Del resto, le stesse numerose circolari del Ministero della Pubblica Istruzione degli scorsi anni hanno sottolineato l’importanza di un’individualizzazione del percorso educativo e di una specifica attenzione ai singoli alunni, specie quando si trovino in quelle particolari difficoltà che portano all’abbandono o al grave ritardo nel corso degli studi.

È di palmare evidenza che classi meno numerose rendono più facile nel quotidiano, non solo in sporadici casi di esperimenti-pilota, una vera lotta alla dispersione scolastica. A tale proposito, andrebbero assunti anche altri provvedimenti. Rimane, per esempio, il problema della non gratuità dei libri nella scuola dell’obbligo (mi riferisco alla scuola media); è anche interessante osservare che, a tutt’oggi, la multa per i genitori di coloro che non adempiono all’obbligo scolastico ammonta a 60 mila lire. È stato, inoltre, osservato che sarebbe utile prevedere una formazione per gli insegnanti che, nella stragrande maggioranza dei casi, nella scuola secondaria, non si vedono offrire alcuna preparazione metodologico-didattica, comportamentale o comunicazionale – che risulterebbe invece particolarmente utile. Manca anche, attualmente, l’incentivazione e il riconoscimento di quanti, nella realtà, lottano contro la dispersione scolastica con l’impegno quotidiano, l’insegnamento di ogni giorno. Costituirà, in tal senso, un passo importante il riconoscimento dell’autonomia degli istituti, ma sarebbero necessari anche interventi con riferimento a problemi in apparenza marginali ma in realtà molto gravi, specie in situazioni di disagio sociale; per esempio, nella lotta contro il disordine e i soprusi che si verificano all’interno della scuola (dalle matricole ai racket).

Per quanto riguarda l’edilizia, certamente Napoli rappresenta un caso di particolare urgenza ed emergenza ma i problemi di edilizia scolastica sono diffusi su tutto il territorio nazionale e vanno dalla necessità di trovare un’aula, dove svolgere un corso regolare di lezioni, a problemi meno urgenti ed elementari ma tuttavia rilevantissimi, come la possibilità di usufruire di palestre adeguate.

Ciò premesso, ho avuto mandato dall’XI Commissione di esprimere parere favorevole al disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 370, per dare continuità alle attività sperimentali svolte fino a oggi e consentire gli interventi urgenti di edilizia scolastica dove ciò si è dimostrato più necessario.

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