Se basta un invito a comparire per estromettere qualcuno da una carica, la scelta non appartiene più né al Popolo né ai suoi rappresentanti

Intervento in Aula nella discussione della mozione per la revoca della nomina del sottosegretario Del Basso de Caro

Signora Presidente,

sono molto pochi i provvedimenti, le decisioni e le scelte del Governo Renzi che noi condividiamo.

Noi non abbiamo votato la fiducia all’inizio, così come non abbiamo votato la fiducia in tutti i casi nei quali essa è stata posta. A parecchie scelte dell’attuale Governo siamo decisamente contrari, ma qui ci si propone di estromettere dal Governo un Sottosegretario perché – lo leggo dal testo stesso della mozione – «la Procura della Repubblica di Napoli ha emesso, a suo carico, un invito a comparire per il reato di peculato, al fine di accertare» – al fine di accertare, nota bene – «la destinazione di somme non rendicontate (pari a 11.300 euro) utilizzate nel corso del suo mandato di Consigliere regionale della Campania». È dalle stesse parole della mozione che ricavo la necessità di aspettare quanto meno questi chiarimenti prima di mettere in atto le procedure di revoca.

Naturalmente, com’è stato appena detto, una persona potrebbe dimettersi, certamente – come è altrettanto vero che le scelte nelle nomine dei membri del Governo sono sempre opinabili. Ma sono, per l’appunto, fatte dal Governo. Credo che potremmo giustificare una mozione di questo genere per ragioni politiche, per l’esercizio del mandato, per cose fatte male o non fatte quando si dovevano fare da parte di un Sottosegretario, di un Vice Ministro o di un Ministro nel corso del suo mandato, non perché deve andare in tribunale a chiarire in merito a una vicenda sulla quale, a quanto pare, è indagato.

Pertanto, voteremo contro la mozione in esame, ribadendo che non si tratta di una fiducia al Governo ma di una contrarietà a un metodo. Se, cari Colleghi, basta un’indagine o un invito a comparire per estromettere qualcuno da una determinata carica nella quale o le elezioni oppure, come in questo caso, i meccanismi previsti dalla Costituzione lo hanno portato, è ben evidente che la scelta non apparterrebbe più né al Popolo né ai suoi rappresentanti, per cui non apparterrebbe più al Popolo sovrano né direttamente né indirettamente, ma apparterrebbe alla discrezionalità che giustamente i magistrati hanno perché scelgono come compiere le indagini: a volte ci azzeccano, non sempre lo fanno, e sappiamo bene quanti indagati poi sono stati trovati del tutto estranei e, peraltro, anche condannati.

Infine, sono risuonate ieri e anche questa mattina parole di condanna morale, di sdegno; in particolare, il nostro Gruppo è stato attaccato con accuse di ogni genere – che preferisco non menzionare – ma sempre basate sulla moralità. Ebbene, cari Colleghi che avete firmato questa mozione: è più grave una condanna per reati fiscali o un’indagine per 11.000 euro oppure una condanna per omicidio colposo in cui è morta un’intera famiglia, compreso un bambino?

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