Votiamo una fondamentale riforma della giustizia

Votiamo una fondamentale riforma della giustizia, un impegno d’onore preso con gli italiani, perché rafforza l’indipendenza dei giudici, rende più giusti i processi, responsabilizza i magistrati, valorizzando quella grande maggioranza di loro che vogliono fare il loro alto dovere di applicare la legge.Riteniamo che voteranno sì anche gli italiani nel referendum che noi per primi chiederemo, perché per noi la sovranità appartiene al popolo, come dice il primo articolo della nostra Costituzione.Signor Presidente, signori Ministri, signor Ministro della giustizia, colleghi, i senatori di Fratelli d’Italia voteranno a favore di questa fondamentale riforma della giustizia, perché è uno dei punti del nostro programma elettorale, e per noi il programma elettorale non è uno strumento di propaganda, ma è un impegno d’onore preso con gli italiani.Ringrazio, per il lavoro svolto in questi mesi, i colleghi della Commissione affari costituzionali, a cominciare dal presidente e relatore Alberto Balboni, che anche ieri, nella sua replica, ha illustrato le principali caratteristiche di questa riforma. (Applausi). Ringrazio i colleghi De Priamo e Rastrelli che sono intervenuti nella giornata di ieri, anch’essi mostrando l’inconsistenza dei numerosi attacchi che sono stati sferrati dal l’opposizione. (Applausi). Ricordo, ad esempio, quando hanno detto che questa riforma, che secondo alcuni non è degna di un Paese democratico, introduce la separazione delle carriere, che si trova anche negli Stati Uniti, in Francia, nel Regno Unito, in Olanda, Portogallo, Svizzera, Australia e in molti altri Paesi certamente democratici. (Applausi).Un ringraziamento particolare va al collega Marcello Pera, per il suo intervento di ieri. (Applausi). Lo ringrazio anche in quanto artefice della riforma denominata del giusto processo, la riforma dell’articolo 111 della Costituzione, che oggi trova il suo compimento. E non lo dico io, ma lo dice un importante documento di cui ora leggerò un brevissimo stralcio: “La presunzione di innocenza (articolo 27 della nostra Costituzione) e il giusto processo (articolo 111) sono i capisaldi che guidano il nostro pensiero. La realizzazione di un processo basato sulla parità delle parti e la terzietà del giudice è il nostro progetto in materia di giustizia penale. Il tema della separazione delle carriere appare ineludibile per garantire un giudice terzo e imparziale.” Non è un documento di Fratelli d’Italia, ma è un documento congressuale del Partito Democratico del 2019, sottoscritto da moltissimi appartenenti a quel partito, alcuni dei quali sono senatori in quest’Aula oggi, che io saluto, ma non nomino, perché non bisogna farne una questione personale. (Applausi).Così come non dovrebbe essere fatta una questione personale in merito a quanto sto per dire, tramite lei, signor Presidente, in riferimento alle parole del senatore Scarpinato, il quale ha portato come argomento un elenco di nomi di persone che sono state condannate. Intanto usare i nomi non mi sembra appropriato, ma avrebbe dovuto quantomeno illustrare anche i tanti processi in cui alcuni di quei signori, a cominciare da Silvio Berlusconi, sono stati assolti dopo anni e anni di processi, che hanno causato la caduta di due Governi espressione del voto degli elettori (Applausi), così come il secondo Governo Prodi cadde per un’azione giudiziaria finita nel nulla. (Applausi).Ringrazio il ministro Nordio per il lavoro preparatorio fatto, perché ci sono state parole di scandalo riguardo al fatto che il Parlamento – non lo ha fatto il Senato né la Camera – non ha modificato il testo in esame. Succede anche che si scrivano bene i testi e che si consultino i partiti e i Gruppi parlamentari che tenderanno a sostenerlo. (Commenti).Noi non usiamo la tecnica che abbiamo visto usare poco fa, con i colleghi del Gruppo medesimo dell’oratore – mi riferisco al senatore Scarpinato – che interrompono e poi dicono che li stanno interrompendo. No, i colleghi di Fratelli d’Italia non mi stanno interrompendo, altri magari ci stanno provando.Il ministro Nordio è stato anche aspramente criticato perché ieri non ha replicato al termine della discussione generale. E non l’ha fatto seguendo una prassi invalsa, secondo la quale al secondo passaggio, quando si tratta del terzo e quarto voto di conferma, ordinariamente il Ministro non interviene e il Ministro ha scelto di non intervenire. (Applausi. Commenti.) È intervenuto invece ampiamente nella prima lettura e, tra le tante cose interessanti che disse, ne ricordo una: «Ma voi volete veramente credere che quel mercimonio, quel mercato delle vacche, quel verminaio – non sono definizioni mie – che è emerso fosse limitato a Palamara e a queste quattro persone che sono state costrette a dimettersi? Se credete a questo, potreste veramente credere all’asinello che vola».Allora la principale riforma che introduciamo oggi è quella che depotenzia le correnti della magistratura, quelle correnti di cui Palamara, già componente del Consiglio superiore della magistratura, già presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, ha denunciato in un libro su cui sicuramente è più che lecito il dissenso quanto alle valutazioni. Ma i fatti che narra sono fatti, tant’è vero che non sono stati contrastati e non ci sono state querele o azioni per smentirli.L’articolo 101 della Costituzione dice che i giudici sono soggetti solo alla legge. Lasciamo stare che qualche volta ci sono alcuni – per fortuna pochi – magistrati che ritengono che la legge sia soggetta a loro, per cui la cambiano, la disapplicano, la applicano a discrezione. Ma quella grande maggioranza che fa il lavoro con coscienza deve essere – come dice la Costituzione – indipendente dal potere politico e noi questo lo salvaguardiamo in modo totale con questa riforma; deve essere anche indipendente da qualunque altra pressione, ivi incluse le correnti della magistratura (Applausi), che sono quelle che hanno determinato troppo a lungo la carriera o le sanzioni, le censure al comportamento dei magistrati, sulla base non dei fatti, non di quanto il magistrato ha compiuto nell’adempimento del suo dovere, ma sulla base dell’appartenenza o meno a questa o a quella corrente o a nessuna. Per cui l’indipendenza del giudice deve essere garantita sempre e questa riforma porta a compimento questo importantissimo aspetto della giustizia voluto dalla Costituzione.Veniamo a un altro punto che è molto collegato alla separazione delle carriere, perché il giudice non può essere veramente indipendente se poi è giudicato, è sottoposto a un Consiglio superiore della magistratura composto anche dall’altra parte, da coloro che dovrebbero essere una parte diversa, rispetto alla quale il giudice deve essere terzo.Allora, dal 2017 al 2024 ci sono state 5.933 ingiuste detenzioni. Lo Stato ha pagato 254 milioni di risarcimenti, ma io trovo che il danno maggiore non sono quei 254 milioni, sono le 5.933 vite gravemente danneggiate (Applausi), perché se anche poi la persona viene trovata innocente, intanto la sua famiglia è stata distrutta, la sua azienda è stata chiusa, la sua carriera irrimediabilmente compromessa. Oltre a questo, ci sono state 150.000 persone ogni anno andate a processo e poi assolte e il processo in molti casi è esso stesso una pena certamente costosa, certamente lesiva della reputazione di ciascuno.Su quei 5.933 casi, ci sono stati solo nove provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili: 9 su 5.933 ingiuste detenzioni!Questa situazione ha a che fare col fatto che il giudice dell’udienza preliminare concede le intercettazioni con una percentuale vicina al 100 per cento delle richieste e la stessa cosa vale per la proroga delle indagini preliminari e poco sotto stanno le ordinanze di custodia cautelare.Ci sarebbe ancora molto da dire, ma l’essenziale è stato ampiamente illustrato. I senatori di Fratelli d’Italia voteranno sì a questa riforma, perché è un impegno preso con gli italiani, perché rafforza l’indipendenza dei giudici, rende più giusti i processi, responsabilizza i magistrati, valorizzando quella grande maggioranza di loro che vogliono fare il loro alto dovere di applicare la legge.Riteniamo che voteranno sì anche gli italiani nel referendum che noi per primi chiederemo, perché per noi la sovranità appartiene al popolo (Applausi), come dice il primo articolo della nostra Costituzione,

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