1 maggio, Malan (FI): difendere i lavoratori da concorrenza sleale Cina 

“I diritti dei lavoratori italiani si difendono oggi anche mettendo in discussione gli accordi con la Cina, come il CAI (Accordo globale sugli investimenti negoziato dalla UE ma non ancora approvato) dove non si tocca il problema del lavoro forzato dei detenuti. Non si tratta solo di difendere doverosamente le vittime, spesso oppositori politici del regime comunista di Pechino o ‘nemici etnici’ come uiguri o tibetani, per quegli schiavi, ma anche di evitare che i nostri lavoratori subiscano questa concorrenza intollerabile vedendo i loro posti minacciati di delocalizzazione in Asia o le loro condizioni peggiorare drasticamente per evitarlo. Giusto ricordare le conquiste del passato, ma nel nostro mondo globalizzato occorre un approccio internazionale altrimenti quella del primo maggio rischia di essere solo retorica”

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