Il green pass e’ uno strumento che serve a mascherare le carenze del governo che su scuola, trasporti e uffici pubblici ha fatto poco o niente

Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, nelle scorse settimane un Paese dell’Unione europea ha adottato misure e cambiamenti drastici nella gestione della pandemia riguardanti la libertà dei cittadini.

Tali misure hanno portato a risultati straordinari: un calo enorme dei contagi e una riduzione dei decessi quasi a zero. Questo Paese non è l’Italia e non ha introdotto obblighi, che altrove non ci sono, ma ha abolito pressoché tutte le restrizioni che aveva precedentemente introdotto per quanto riguarda l’accesso ai locali, l’uso delle mascherine e quant’altro. Questo paese è la Danimarca. Allora dobbiamo sfatare il mito per cui più danneggiamo gli italiani, più limitiamo la loro libertà e meglio vanno le cose. Non è così; molti casi all’estero ci dicono che non è così. La Svezia non ha mai introdotto alcuna misura di lockdown e ha, sia a livello storico (cioè nel corso di questo anno e mezzo abbondante di pandemia), sia negli ultimi tempi, un numero di morti rispetto alla popolazione che è tra la metà e molto meno della metà di quello che c’è stato in Italia.

Dobbiamo ricordare che la società e gli esseri umani vivono in modo complesso. Non c’è solo un aspetto; non è detto che se attuiamo misure più pesanti, più irragionevoli, o comunque diverse da quelle di tutti gli altri Paesi, siamo per forza messi meglio. Alcuni casi sembrerebbero quasi dire diversamente, perché la vita non è soltanto limitazione, ma è una cosa complessa.

L’Italia, con il decreto-legge di cui stiamo frettolosamente parlando, ha introdotto un uso distorto del green pass, nato per semplificare gli spostamenti tra un Paese dell’Unione europea all’altro – e su questo siamo sempre stati favorevoli – ma ora utilizzato addirittura per lavorare: è francamente pesante per una Repubblica che nel primo articolo della Costituzione dice di essere fondata sul lavoro e che in un altro articolo introduce il diritto-dovere del lavoro tra i diritti tutelati, assieme a molti altri che sono stati limitati di questi tempi.

Occorre un approccio equilibrato e ragionevole. Noi abbiamo sostenuto – l’hanno sostenuto i colleghi di Fratelli d’Italia che sono intervenuti prima di me – la questione vaccini e ribadiamo che ogni tipo di studio e di approccio ci dice che i vaccini riducono di parecchio la possibilità di contagiare e il verificarsi di eventi come ricoveri ospedalieri e decessi. Questo l’abbiamo sempre detto. Ma, come ogni medicinale e come ogni farmaco, non è che più ce n’è e meglio è. Ci sono tantissimi medicinali utilissimi che salvano la vita: ad esempio, il cortisone in certe condizioni è indispensabile e salva delle vite nell’immediato. Ma non è che più cortisone si prende e meglio è; non è che se si dà il cortisone anche a chi non ne ha bisogno lo si aiuta. Allora dobbiamo avere un approccio equilibrato.

Com’è possibile che l’Italia, che è tra gli otto Paesi più vaccinati dell’Unione europea, e dunque primeggia anche al di fuori dell’Unione europea, e che è al di sotto della media per quanto riguarda la mortalità, vuole essere avanti a tutti gli altri, introducendo la misura del green pass, che non soltanto evidentemente sottopone a gravi limitazioni tutti coloro che non sono vaccinati, ma è anche un onere per i vaccinati? Si dice che è libertà; benissimo, è libertà per i vaccinati. Parliamone: un anno fa si potevano fare una serie di cose senza esibire nulla, mentre adesso bisogna esibire in continuazione questo green pass. Ci sono persone che hanno problemi tecnici; ci sono gli italiani all’estero che sono stati vaccinati con vaccini esteri che in Italia non sono riconosciuti e che non possono averlo; c’è una serie di problemi che non sono stati risolti. Non ci si cura di quello che potrebbe fare davvero il Governo, lo Stato, che queste cose invece non le fa.

È uno strumento che nasconde le gravissime carenze che ci sono state e che noi denunciamo fin dall’inizio sulla questione dei trasporti, delle scuole, degli uffici pubblici e di tutto ciò che dipende dal pubblico.

Le classi sovraffollate dall’anno scorso a quest’anno sono aumentate, non sono diminuite. (Applausi). Cosa ha fatto il Governo in questi mesi? Il senatore Zaffini mi ricorda che sono 4.000 in più dell’anno scorso, 4.000 situazioni in cui il contagio è indubbiamente più facile.

Sul trasporto pubblico non è stato fatto nulla. La stessa limitazione della capienza – che non viene sorvegliata o controllata e, pertanto, non serve a nulla – quasi dappertutto viene applicata riducendo lo spazio che si può occupare. Di conseguenza, le persone saranno forse anche il 20 per cento in meno, ma sono ammucchiate esattamente come prima, se non di più.

Per quanto riguarda la stessa applicazione del greenpass, qualche giorno fa è successo che una persona è partita da una località prendendo un treno locale, esente dal green pass, e poi è arrivata in una grande città e ha preso un treno a lunga percorrenza, dove ci vuole il green pass. Si porta il contagio da un posto all’altro, oppure i grandi scienziati consulenti, lautissimamente pagati dal Governo, hanno scoperto che sui treni locali il virus non sale, mentre sale solo sui treni a lunga percorrenza? Com’è la questione?

Ci sono altre questioni che andrebbero ricordate. È ovvio che ci sono tanti imprenditori, privati cittadini e tutti coloro che sono responsabili di una qualche struttura che dicono che, per fortuna, con il green passci sono delle regole e sono esenti da responsabilità. In primo luogo abbiamo presentato un ordine del giorno che voleva chiarire che il datore di lavoro e il responsabile di una struttura che rispetta tutte le regole e applica tutte le norme richieste dal Governo non può essere ritenuto in ogni caso responsabile di qualunque tipo di contagio che avviene all’interno della struttura. Il Governo l’ha respinto perché anche questo non è stato garantito. Anche se si applicano tutte le regole, sussiste ancora questo problema, perché fin dall’inizio della pandemia il ministro Speranza, o chi ha collaborato con lui, ha stabilito che i contagi sul posto di lavoro sono equiparati agli infortuni sul lavoro, per cui evidentemente il datore di lavoro rischia molto pesantemente di essere ritenuto responsabile con tutte le conseguenze del caso.

In secondo luogo, se facciamo il paragone con lo scorso anno, non stiamo molto meglio quanto a libertà di spostarsi e di fare le cose. Ciò non dipende dal fatto che la situazione è migliore. Tralasciando l’ultima settimana che potrebbe essere un caso, ma osservando le ultime tre settimane, oggi rispetto a un anno fa abbiamo dal doppio al triplo dei contagi e dal triplo al quadruplo di morti, ma il Governo ha deciso bene di far ritornare in presenza gli allievi delle scuole medie e delle scuole medie superiori. Le cifre, però, sono quelle dell’anno scorso e, anzi, sono peggiori, nonostante i 41 milioni di vaccinati. Allora, è il Governo che rischia di passare per quello che non crede nell’efficacia dei vaccini.

Ci vogliono informazione e trasparenza nelle decisioni. Molti anni fa un leader politico disse: «Noi stessi o prendiamo decisioni o esaminiamo con cura gli eventi: convinti che non sono le discussioni che danneggiano le azioni, ma il non attingere le necessarie cognizioni per mezzo della discussione prima di venire all’esecuzione di ciò che si deve fare». Lo diceva duemilacinquecento anni fa Pericle. Oggi, invece, si agisce in nome della fretta, che non deriva da nessuna disposizione europea che ci impone di approvare questa norma oggi anziché tra due settimane.

Tutti i vari provvedimenti su cui il Governo pone in modo ossessivo e compulsivo la questione di fiducia vengono adottati e portati avanti sulla base di determinati interessi, che sulla questione Covid si sono manifestati in modo straordinario, con scandali, mascherine, consulenze, banchi a rotelle di cui non sappiamo nulla. Il Governo non risponde; si vogliono portare avanti le cose senza trasparenza e questo toglie agli italiani la fiducia su determinate cose che il Governo chiede. Invece bisogna avere fiducia, ma anche fare tutto ciò che è necessario; non si può parlare solo di vaccino e non fare nulla su tutto il resto.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email