Per i media “debito pubblico in calo nel 2021”, ma nei primi sette mesi è aumentato di 153 miliardi, record storico. Come avviene il “miracolo”?

I media di regime ci raccontano che, per merito del provvidenziale Draghi e dei salvifici vaccini, oltre ad altri eventi soprannaturali come la vittoria ai Campionati Europei e all’Eurofestival, ne accade uno davvero insperato: il “debito pubblico in calo nel 2021”.

Eppure i dati della Banca d’Italia sono assai chiari. Nella figura 1, ultima colonna a destra, ecco la sequenza del debito (rapporto mensile di Banca d’Italia del 15 settembre). Ed ecco il “calo”: dal dicembre 2020 al solo luglio 2021 (e mancano ancora 5 mesi alla fine dell’anno), si è passati da 2573 miliardi a 2725,9. Un aumento di 152,9 miliardi. In tutta la storia d’Italia, solo nel 2020 è stato maggiore: 163 miliardi, ma su 12 mesi, non nei primi sette. Nel periodo gennaio-luglio 2020, il debito aumento “solo” di 151 miliardi, meno di quest’anno. Eppure c’è il “debito pubblico in calo nel 2021”, proclamano tiggì e giornaloni.

Ciò che i trombettieri di regime non dicono è che il “calo” si riscontra solo nel rapporto debito/Pil, e solo a condizione che il previsto aumento del Pil del 6% si verifichi per tutto l’anno e che il debito cessi di salire da agosto a dicembre, cosa invero non del tutto impossibile per via delle scadenze fiscali di novembre. Il fatto è però che: 1) il Pil sta avendo questo bell’incremento del 6% perché l’anno scorso è sceso del 9% (record in Europa), 2) rispetto al 2019 siamo ancora al -2,4%, senza tenere conto dell’inflazione; se la calcoliamo, come è giusto fare, siamo a -3,6%, 3) se piace tanto il rapporto debito/Pil, bisognerebbe anche dire che rispetto al 2019 si passa dal 134,7% al 156,1% (+21,4). (Gli unici due bienni peggiori sono stati il 1918-20 e 1940-42) Non proprio un trionfo, insomma… ma un disastro, calcolando che il governo Berlusconi fu fatto fuori perché – orrore orrore! – aveva fatto salire in due anni questo rapporto al 119,7% ed eravamo “sull’orlo del baratro”, e “Fate Presto!” titolava a tutta pagina il ben amministrato Sole 24 Ore.

Infine, una parola ancora sul fantastico aumento del Pil al 6%, cioè di circa 99 miliardi. Se non consideriamo il paragone con il 2019 è in sé una bella cosa. Ma in parallelo il debito pubblico è fin d’ora aumentato, come si è detto, di 152,9 miliardi! Insomma, abbiamo “prodotto più ricchezza” per 99 miliardi ma ci siamo indebitati di poco meno del doppio! Saldo negativo di oltr 50 miliardi. Più che le trombe del trionfo, dovrebbe suonare, se non la campana a morto, il campanello d’allarme.

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