“E’ insopportabile l’idea che le Olimpiadi di Pechino siano il bis ingigantito dei Giochi di Berlino del 1936, e cioè la colossale promozione di una atroce dittatura, e che noi Italiani ci prestiamo a contribuire a questa ignobile operazione.
Non credo che il boicottaggio sarà possibile. Perciò, l’unica soluzione è fare dei Giochi l’esatto opposto di ciò che vogliono i massacratori del regime comunista cinese: un’occasione di denuncia delle spaventose violazioni dei diritti umani che avvengono in quel Paese. Ho presentato un ddl, da maggio all’esame del Senato, che propone di inserire obbligatoriamente informazioni sulle atrocitò del regime e sulle violazioni a tutti i diritti fondamentali nelle trasmissioni che riguardano le Olimpiadi. Il ddl è stato firmato da 46 senatori, prevalentemente di quello che oggi è il PdL ma anche degli altri gruppi parlamentari.
Sono convinto che non ci sia via più efficace per difendere la libertà. Non possiamo imporre ai nostri atleti di rinunciare al momento più importante della loro carriera, e non possiamo pensare a proteste sul posto perché sarebbero represse anche dalle autorità sportive. Ma non possiamo neanche contribuire alla celebrazione della più pericolosa dittatura del pianeta. Usiamo le loro stesse armi: loro vogliono usare i Giochi per rendersi presentabili? Noi li usiamo per denunciare le loro malefatte”.
