Alla Quercia di Mamre: “Gasparri e Malan: È più facile prendersela con il Crocifisso piuttosto che con l’Islam”

Abbiamo chiesto il parere del Senatore Malan sulla manifestazione di Settembre che si terrà a Vicenza: al Teatro Olimpico andrà in scena a settembre uno “spettacolo” durante il quale una “artista”, Angelica Liddell, racconterà al pubblico di quando si masturbava con il Crocifisso…

“Ormai non stupisce molto che qualcuno per esibizionismo o per reazione a frustrazioni, o semplicemente per soldi, compia atti di questo genere. C’è da chiedersi se la signora Gonzalez, in arte Liddell, sarebbe così conosciuta senza queste “ricerche” e “provocazioni culturali”, che consistono nel mescolare simboli sacri con nudità, condite da scene di violenza simulata o anche da ferite autoinflitte in scena. È almeno dall’Antica Roma che, per raccogliere facilmente il pubblico, si usa il sesso. Ottant’anni fa, quando il pubblico del varietà fischiava, si mandavano in scena le ballerine vestite, per i parametri dell’epoca, il meno possibile, ma non si pretendeva di essere raffinati intellettuali. La differenza è che qui le nudità, anziché essere motivo di allegria a buon mercato, sono di solito associate a strepiti e convulsioni da reparto psichiatrico o tipo il film “L’esorcista”. Ciò che stupisce è che ci siano le quattrocento persone necessarie a riempire il Teatro Olimpico e disposte a pagare 28 euro di biglietto per vedere questa roba, per quanto incensata da critici, distantissimi dai gusti del pubblico. Altro punto interessante sarebbe sapere quanto costa il Teatro Olimpico al contribuente, poiché è chiaro che non si regge economicamente con il solo costo dei biglietti. Gli organizzatori di questo evento dovrebbero spiegare al contribuente le loro scelte. Sarò conservatore, ma credo che se si facessero esibire giovani attori italiani su qualche classico la cultura ne avrebbe maggiore beneficio, e magari le sale si riempirebbero maggiormente”.

Dove è andato a finire lo sdegno e lo spirito di quanti inneggiavano a “Charlie Hebdo”?

“Io penso che la libertà d’espressione sia importante e sia pericoloso limitarla. Il buon senso e il buon gusto – degli artisti, di chi stabilisce i programmi dei teatri e del pubblico – dovrebbero mettere un limite al peggio, visto che, a seguito di sentenze della Corte Costituzionale, il reato di vilipendio delle religioni ha un’applicazione pressoché nulla e, comunque, con pene lievi. Purtroppo però, a quanto pare, buon senso e buon gusto scarseggiano. E molti, che avrebbero i titoli e forse il dovere di alzare la voce contro queste sconcezze, tacciono”.

Se facevano uno spettacolo simile, avendo come elementi principali Maometto e il Corano, cosa sarebbe successo?

Che i “coraggiosi provocatori” non l’avrebbero messo in scena e, in ogni caso, gli intellettualoni del Teatro non avrebbero messo l’opera nel programma, il pubblico impegnato e pensoso se ne sarebbe comunque stato a casa denunciando “la volgarità inaccettabile” e, magari, il razzismo e la xenofobia dello spettacolo. Il coraggio, di solito, ce l’hanno solo con chi non ha l’abitudine di ammazzare il prossimo. E sì che una “provocazione” nei confronti della grave mancanza di libertà che c’è in molti Paesi islamici – specialmente per le donne, o per i gay – avrebbe anche le sue ragioni, perché lì ci sono davvero milioni di persone con la vita devastata da una religiosità soffocante. Ma è più facile prendersela con il crocifisso”.

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