ASCA: “Riforme: Malan (FI), ddl Senato è come decreto militari Sud America”

“Più che un disegno di legge costituzionale, quello sul Senato assomiglia a un ‘decreto constitucional’ con cui in Sud America i militari cambiavano la Costituzione”. È l’affondo alla riforma del Senato carata ieri dal CdM da parte del senatore di Forza Italia Lucio Malan, ospite oggi di Radio Citta’ Futura. Malan ha definito “piuttosto folle” la riforma varata da un Governo “che ha la Maggioranza solo grazie a un premio concesso dal Porcellum – che è stato dichiarato incostituzionale”, e ipotizzato che “Renzi stia cercando un pretesto per lasciare, evitando così di mantenere le sue promesse – come quella degli 80 euro – e andare subito al voto”.

Il senatore forzista ha parlato anche di “un’escalation delle minacce” da parte del Presidente del Consiglio nei confronti di chi si oppone: “Ogni mezza giornata – ha detto – aumenta l’arroganza delle sue richieste”. Nel merito della riforma, l’esponente di FI ha puntato il dito in particolare contro la composizione della nuova Camera alta e quello che ha definito “il Partito degli amici del presidente della Repubblica, che ha la facoltà di nominare il 15% dei senatori. Che un suo tratto di penna valga 6 milioni di voti è un po’ discutibile – ha aggiunto Malan – come anche che i 100mila abitanti della Valle d’Aosta valgano quanto i 10 milioni della Lombardia, o i 300mila del Molise quanto i 5 milioni e mezzo del Lazio”. “A me pare – ha concluso il senatore – una riserva di posti per garantire la Maggioranza alla Sinistra che, guarda caso, è più forte nelle Regioni più piccole”.

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