Autostrada A4: lavori autostradali non fatti, concessione miracolosamente prorogata e trasferimento alla Abertis. Un miliardo e mezzo non allo Stato ma a un privato

Dentro Banca Intesa, tra i maggiori azionisti dell’Autostrada, un ex ministro e un ex viceministro ai Trasporti

Interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministro dell’Economia e delle Finanze
Premesso che, per quanto risulta all’interrogante:

tra tutte le autostrade d’Italia, nel 2014 la A4 Brescia-Verona-Vicenza-Padova è stata la prima per ricavi con oltre 342 milioni di euro nel 2014, frutto di quasi 5 miliardi di chilometri percorsi sulla tratta e di un aumento delle tariffe, tra il 2007 e il 2013 del 36 per cento, più del doppio dell’inflazione;

nel lontano 12 luglio 1956 tale via di comunicazione fu affidata in concessione alla società Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova, anche conosciuta come “A4 SpA“;

nonostante l’articolo 3, comma 2, della legge 21 maggio 1955, n. 463, tuttora in vigore, ponga un limite massimo di 30 anni alla durata delle concessioni, con lo strumento degli atti aggiuntivi, giustificati dall’inserimento di nuovi lavori, la scadenza della concessione è stata varie volte prorogata fino a quando la convenzione del 9 luglio 2007 tra ANAS e A4 SpA l’ha ulteriormente prorogata al 31 dicembre 2026, “in funzione della realizzazione della Valdastico Nord” (articolo 4, comma 1), il cui progetto definitivo doveva essere approvato entro il 30 giugno 2013;

in una data imprecisata poco prima di quest’ultima scadenza, quando, in mancanza dell’assenso della Provincia autonoma di Trento era ormai chiaro che il progetto non poteva essere approvato in tempo utile, arrivò un atto che, a giudizio dell’interrogante, graziosamente la prorogava di altri 2 anni; pare che un altro analogo atto abbia prorogato il termine fino al 31 dicembre 2015;

si apprende dalla Stampa (tra gli altri, l’inserto “Economia & Finanza” di “la Repubblica” del 10 agosto 2015 e Reuters Italia della stessa data) che la società A4, a seguito di una sorta di gara privata, avrebbe firmato un accordo di esclusiva per la vendita della concessione alla società spagnola Abertis per una cifra intorno a 1.200.000.000 euro, somma che andrebbe unicamente a beneficio dei soci;

se l’operazione andasse in porto, dalla proroga della concessione – frutto unicamente della decisione del Governo – la società A4 SpA ricaverebbe dunque ben 1.200 milioni di euro, oltre ai guadagni relativi agli anni 2013, 2014 e 2015, stimabili in circa 300 milioni di euro, sulla base del fatto che il margine operativo lordo del 2012 è stato di oltre 137 milioni e quello del 2013 oltre 159 milioni di euro; questo miliardo e mezzo non avrebbe richiesto alcun tipo di particolare impegno, sforzo o investimento da parte della società, poiché il completamento della A31 sarebbe a carico della società Abertis;

in pratica, il Governo avrebbe trasferito un patrimonio pubblico, dal quale sarebbe stato facile ricavare la somma suddetta, a una società privata, senza alcuna motivazione; è chiaro che la procedura di gara espletata dalla A4 poteva ben essere effettuata dallo Stato, con piene garanzie per tutti, con gli stessi esiti economici se non maggiori grazie all’apertura a tutti i soggetti e non solo ad alcuni, con la decisiva differenza che quei 1.200 milioni di euro sarebbero andati a beneficio dell’erario e non di una società privata che avrebbe ottenuto la concessione e la proroga senza alcuna gara;

a quanto risulta, il maggiore azionista della società A4 è, secondo “La Repubblica”, Banca Intesa con il 44,85 per cento, grazie anche ad acquisizioni avvenute in tempi di ribasso del valore delle azioni, quando vari enti pubblici avevano ceduto (in perdita) delle quote; dal 2002 amministratore delegato di banca Intesa è stato il dottor Corrado Passera, che ha lasciato la carica solo all’atto della sua nomina a capo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dove è stato dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013; amministratore delegato e direttore generale di banca Intesa-Infrastrutture e sviluppo è stato dal 2006 al 2007 il dottor Mario Ciaccia, vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti quando era in carica il Ministro Passera;

ancora non è pervenuta alcuna risposta all’interrogazione 3-02216 pubblicata il 23 settembre 2015, sullo stesso argomento, con analoghe domande salvo ovviamente quella riguardante la nuova situazione venutasi a verificare nel 2016,

si chiede di sapere:
quali atti abbiano prorogato la scadenza del 30 giugno 2013 perché la società A4 potesse continuare a condurre la concessione dell’autostrada omonima anche in mancanza del progetto per il completamento della A31 Valdastico Nord;

a quale titolo la società A4 continua ad esercitare la concessione dell’autostrada Brescia-Padova, in mancanza dell’approvazione del progetto definitivo della Valdastico Nord;

se e come sia stato applicato l’articolo 4, comma 2 della convenzione;

se risulti chi abbia firmato e autorizzato tali atti;

quali azioni il Ministro dell’Economia e delle Finanze intenda intraprendere a difesa del patrimonio pubblico, il cui ricavato è stato graziosamente ceduto a una società privata;

quali azioni intenda intraprendere nei confronti dei responsabili di tale enorme perdita per l’erario;

se il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sia a conoscenza di elementi utili ad accertare le responsabilità di quanto è avvenuto;
quali siano le motivazioni che lo porterebbero a prorogare la concessione dell’autostrada A22, la prima in Italia per ricavi, senza alcuna procedura di gara, tenendo presente che la proroga di quella della A4 ha fruttato, purtroppo non allo Stato ma a privati, un miliardo e mezzo di euro.

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