Banche piccole messe in difficoltà e reintroduzione degli interessi sugli interessi

Al Parlamento viene impedito di fare leggi per i cittadini, mentre si impongono leggi volte a favorire gli amici personali del Governo

Intervento in Aula nella discussione sulla riforma delle banche di credito cooperativo

Signora Presidente, ci troviamo di fronte per l’ennesima volta a un provvedimento sul quale il Senato non si può esprimere. Si tratta di un provvedimento estremamente delicato, che irrompe nel delicato meccanismo delle banche mettendo in difficoltà quelle più piccole, quelle che generalmente sono più vicine al territorio, ai risparmiatori, alle aziende e ai commercianti. Perché grande è bello, secondo questo Governo: bisogna accorpare tutto; bisogna accorpare Comuni e banche. Purtroppo, però, nei grandi Comuni come nelle grandi banche spesso non abbiamo grandi buoni esempi. Allora, quando vediamo grandi banche come, ad esempio, il prestigiosissimo Monte dei Paschi di Siena – di dimensioni più che ragguardevoli, oltre che di storia lunghissima – essere nelle condizioni in cui è, direi che non è desiderabile che altre banche seguano questo esempio. Però al Governo piacciono le grandi dimensioni – così, probabilmente, la Politica ci può entrare più facilmente; o meglio: quella politica del Governo ci può entrare più facilmente.

E al Governo piace anche l’anatocismo (che, benché sia una parola piuttosto ricercata, comincia a essere conosciuta dagli Italiani, in particolare dai risparmiatori) che è il cosiddetto interesse sugli interessi. C’era una norma che lo vietava. Ebbene, alla Camera, con un bell’emendamento, è stato introdotto invece un comma che oggi costituisce l’articolo 17-bis del provvedimento, che reintroduce l’anatocismo – sia pure solo su base annuale. Il bello è che – con notevole, straordinaria faccia tosta – viene presentato come una nuova abolizione, esattamente come nel comizio di Cetto La Qualunque che promette l’abolizione della tassa sui cani e, a chi gli fa presente che è già stata abolita, risponde che l’abolirà di nuovo: abolita due volte! Ecco, peggio di Cetto La Qualunque: anziché abolire due volte, il Governo reintroduce ciò che era stato abolito, ovvero gli interessi sugli interessi – una norma di legge che c’era prima viene reintrodotta a favore delle banche e contro il risparmiatore, specialmente il risparmiatore indebitato che può essere indebitato, nella maggiore parte dei casi, per produrre qualcosa, per comprare qualcosa; in altre parole, per far camminare l’economia. Tra il risparmiatore e la banca, tra l’impresa, il commerciante, il professionista e la banca, il Governo si schiera apertamente dalla parte delle banche, raccontando di avere abolito l’anatocismo. Peccato che fosse già stato abolito e che, in questo momento, viene reintrodotto.

Il Senato non può intervenire perché in Commissione non è stato possibile fare alcun cambiamento; in Aula non si potrà intervenire perché io prevedo, con grandi capacità divinatorie, che, guarda caso, verrà posta la fiducia.

In questi giorni si evidenzia come questo meccanismo della fiducia sia la totale cancellazione sia della trasparenza sia dell’esame da parte del Parlamento. Il Governo vuole fare un favore alle banche? È libero di farlo, però deve poter affrontare l’Assemblea, e quindi il voto su un singolo emendamento in cui si chiede l’abolizione di quel comma – in questo caso di quell’articolo – cosicché tutti sono chiamati ad esprimersi, anche i senatori della maggioranza. (Questi ultimi, infatti, magari – anzi, sicuramente – rischiando qualcosa da parte dei leader del proprio Partito, potrebbero anche votare dalla parte dei cittadini e non necessariamente dalla parte delle banche.) Tuttavia, questo non sarà possibile con il voto di fiducia, che ci viene giustificato con il fatto che bisogna fare in fretta. Ma qual è la fretta? Il decreto-legge è già in vigore e la Costituzione – per chi non lo ricordasse – dice che il decreto-legge entra in vigore subito, ragion per cui le misure necessarie e urgenti di questo decreto-legge sono già in vigore.

Ci sarebbe il tempo – visto che il decreto-legge scade il 15 aprile – di fare alcuni cambiamenti, per esempio abolire sul serio l’anatocismo, e invece non lo si vuole fare: si pone la fiducia perché si deve fare in fretta. Abbiamo visto come si è fatto in fretta sul Tempa Rossa e sulle tante altre porcate introdotte dal Governo con decreti-legge sui quali è stata posta la fiducia senza dare modo ai propri parlamentari di esprimersi e senza dare la possibilità al Parlamento di fare leggi per i cittadini e non per gli amici personali del Governo.

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