BERLINGUER: MALAN (FDI), ‘RISPETTO PER CHI HA RAPPRESENTO’ MLN DI ITALIANI, NO A CANCEL CULTURE’

Signor Presidente, il Gruppo Fratelli d’Italia si unisce alla commemorazione di Enrico Berlinguer nei cento anni dalla sua nascita.

Enrico Berlinguer, nei dodici anni in cui è stato segretario politico del Partito Comunista Italiano, ha indubbiamente portato il suo partito, che è stato per i primi quarant’anni della Repubblica il secondo partito in Italia, da una posizione che era strettamente legata a Mosca anche nei primi anni della sua segreteria, a una posizione sempre più autonoma, fino ad affermare che l’Italia aveva bisogno dell’ombrello della NATO: un’evoluzione straordinaria, in questo periodo relativamente breve di tempo.

Enrico Berlinguer è andato al di là degli schemi soliti del suo partito e della sua parte, non soltanto in questa evoluzione estremamente rilevante della posizione internazionale del Partito Comunista, ma anche sotto altri aspetti. Come anche, per la verità, i suoi predecessori, accettò pienamente le regole della democrazia, anche nell’epoca in cui il legame con l’Unione Sovietica, che certamente democratica non era, era molto forte. Fu, come è stato detto, un uomo del dialogo, tanto da incontrare – e questo era particolarmente difficile all’epoca – Giorgio Almirante, che era il leader della Destra, un atto coraggioso che poi fu seguito dalla presenza dello stesso Almirante al funerale di Enrico Berlinguer.

Noi commemoriamo questo uomo che è stato sicuramente tra le figure politiche di maggiore rilievo del Dopoguerra, ben sapendo che su molte questioni siamo stati e siamo molto lontani da lui, ma l’approccio che noi riteniamo sia corretto nei riguardi dei personaggi e degli eventi storici è proprio l’opposto della cancel culture, cioè quella di pretendere che eventi di decenni fa si conformino agli attuali standarde di giudicare con uno spirito estremamente di parte. Chiaramente la sua è una figura che è molto lontana da noi dal punto di vista politico, ma è dovuto il rispetto a un leader politico che ha guidato con grande dignità una forza politica estremamente importante nella nostra Nazione e che ha raccolto milioni di voti nel corso delle elezioni (come è stato ricordato, nel 1976 superò addirittura i 12 milioni di voti) ma restò il secondo partito.

Proprio sei giorni dopo la sua improvvisa scomparsa, che avvenne l’11 giugno 1984, il Partito Comunista diventò il primo partito in Italia, nelle elezioni europee, superando per la prima volta la Democrazia Cristiana, sia pure di poco più di 100.000 voti. Ebbene, di fronte a chi ha rappresentato così tanti cittadini italiani, il rispetto è dovuto, per cui ci uniamo al suo ricordo, in questa commemorazione.

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