Con una “fiducia-fantasma”, che calpesta persino le regole interne del Consiglio dei Ministri, si impongono norme vergognose, che incidono profondamente sulla libertà e sui diritti garantiti ai Cittadini dalla Costituzione

Per di più, alcune norme vengono introdotte con effetto retroattivo, gettando Cittadini, imprese e investimenti stranieri nella totale incertezza

Intervento in Aula nella discussione della questione di fiducia al disegno di legge disposizioni urgenti “per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale”

Signor Presidente,

non è facile fare opposizione a questo Governo – non certo perché non dia spunti per intervenire ma perché sovrasta con l’enormità, con questa norma ignominiosa, le altre che ha appena varato.

Si vorrebbe stare dietro a tutto. Si vorrebbe poter denunciare, con il dovuto peso, che il Governo, con un atto del vice ministro Visco, ha cambiato i vertici della Guardia di Finanza in Lombardia, colpevoli di aver indagato su UNIPOL – cioè le assicurazioni che fanno capo al Partito egemone della Sinistra. Si vorrebbe sottolineare come il Presidente del Consiglio, dopo avere invitato – con un consenso esplicito nelle dichiarazioni di alcuni Ministri – l’Iran a mediare per il conflitto in atto nel Medio Oriente, ventiquattr’ore dopo abbia detto che era un’idiozia aver pensato che avesse potuto dire questo: peccato che a quell’idiozia avessero creduto diversi Ministri.

Incombono sempre nuovi eventi: incombe il decreto di cui parliamo oggi, talmente pieno di norme vergognose, che incidono profondamente sulla libertà e sui diritti garantiti ai Cittadini dalla Costituzione, che si vorrebbe poter parlare a lungo e su ogni articolo. Devo riconoscere che la tecnica funziona: ponendo in essere così tante corbellerie e così tante norme assurde, ignominiose e liberticide, non si riesce certamente a dare spazio a tutte.

Chi mi ha preceduto ha citato diverse disposizioni. Desidero ricordare che andiamo contro i diritti dei Cittadini e contro la Costituzione: infatti, l’articolo 3, che prescrive la pari dignità di tutti i Cittadini e, addirittura, il dovere dello Stato di rimuovere gli ostacoli che si oppongono all’effettivo raggiungimento di tale pari dignità, viene interpretato al contrario. Mi riferisco all’obbligo di effettuare in contanti i pagamenti superiori a una certa somma agli artigiani e ai professionisti. Il limite da non superare inizialmente era di 100 euro, poi è stato stabilito che a 100 euro si arriverà in un determinato periodo; per ora, comunque, il limite sarà di 500 euro. Ricordo che, trattandosi di un decreto-legge, la norma è vigente dal 5 luglio, per cui da quella data non si devono più pagare in contanti professionisti e artigiani in caso di somme superiori a 100 euro: è una norma che danneggia gravemente quelle persone che, per oggettiva mancanza di materia prima- e cioè di denaro – non hanno il conto in banca, in quanto le relative spese sarebbero per loro molto superiori ai benefici che ne potrebbero trarre. Ci sono in Italia diversi milioni di persone che, per essere incorse in un fallimento, non possono avere il conto in banca o la carta di credito. Queste persone, se chiamano d’urgenza l’idraulico magari la domenica mattina, dovrebbero averci pensato prima, il venerdì, ed essersi fatte fare un assegno circolare in banca, pagando una commissione anche salata.

Andiamo, poi, contro il diritto alla privatezza e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altro tipo di comunicazione: così dice l’articolo 15 della Costituzione. Quando ogni movimento di denaro superiore ai 1.500 euro viene registrato nella banca dati del Ministero con valore retroattivo (a partire dal 1° gennaio 2005 anziché dal 1° gennaio 2001: praticamente, la retroattività di un anno e mezzo viene ritenuta poca cosa, visto che se ne era proposta una di quattro anni e mezzo), abbiamo una sagra delle incostituzionalità, una sagra delle lesioni dei diritti dei Cittadini.

La più marchiana delle violazioni del diritto si ha quando si introducono questa e altre norme con valore retroattivo. Ciò causa nel cittadino, nell’impresa, negli stranieri che vogliono impiantare attività e investire nel nostro Paese una totale incertezza e, di conseguenza, una tendenza a evitare di investire, di intraprendere, di iniziare attività nel nostro Paese, visto che vengono applicate dal 2005 – come in questo caso – norme che, invece, sono state approvate solo alcuni giorni fa. Faccio solo un esempio: all’articolo 36, comma 26, si raddoppia la tassazione per gli incentivi all’uscita, all’esodo, riservati ai dipendenti delle società in crisi sopra i cinquant’anni. Queste persone, che hanno rinunciato a usufruire di altri benefici e hanno accettato l’incentivo all’esodo, dall’oggi al domani, di fatto retroattivamente, si trovano ad avere una tassazione raddoppiata.

Vorremmo, inoltre, sottolineare che è la terza volta su quattro provvedimenti che viene posta la fiducia, mentre il Governo Berlusconi pose la terza fiducia dopo aver approvato altri 217 provvedimenti e, quando lo fece, si levarono alti lai dall’Opposizione, che lanciava accuse all’allora Governo dicendo alla Maggioranza: “Ma come? Avete posto la fiducia perché abbiamo presentato soltanto 3.500 emendamenti?” Allora, vi domando: perché ponete di nuovo la fiducia se noi ne abbiamo presentati una sessantina? Tre volte – ripeto – su quattro provvedimenti.

Infine, abbiamo la fiducia-fantasma. Vi sono testimonianze esplicite di Ministri e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che attestano che la fiducia non è stata decisa dall’ultimo Consiglio dei Ministri. Tuttavia, arriva qui il Ministro dei Rapporti con il Parlamento e pone la questione di fiducia – decisa da nessuno – travalicando e calpestando ogni regola, addirittura interna al Consiglio dei Ministri!

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