Covid: Malan (FdI), vaccino non impediva trasmissione, ma ministero ignorò dati

ROMA, 17 MAR – “Il presupposto su cui si basava
l’obbligo surrettizio di vaccinazione anti-Covid attraverso il
Green Pass si è ormai rivelato un gigante dai piedi d’argilla.
Oggi, nel corso dell’audizione in commissione Covid dei
rappresentanti di Condav Odv (Coordinamento nazionale
danneggiati da vaccino), è emersa una valutazione tecnica
decisiva in questo senso, che fu tuttavia ignorata dall’allora
ministro della Salute, Roberto Speranza. Il 2 dicembre 2020,
infatti, circa un mese prima che iniziasse la campagna vaccinale
anti-Covid in Italia, le stesse aziende produttrici di vaccini
rendevano noto che dai loro test avevano escluso persone
immunocompromesse, donne in gravidanza o in allattamento e che
nessuna delle persone sottoposte ai test aveva riscontrato una
riduzione nei sintomi severi del Covid nonché nessuna aveva
riscontrato una interruzione di trasmissione del virus. Fu molto
grave che, alla luce di questa ammissione da parte dei
produttori di vaccino anti-Covid, le autorità politiche
dell’epoca mentirono agli italiani, asserendo che l’inoculazione
sarebbe servita a interrompere la trasmissione del virus. Il
rapporto fiduciario tra legislatore e cittadino fu tradito
durante la pandemia. Per questo risulta oltremodo importante il
lavoro svolto dalla commissione Covid, per far luce su certe
zone d’ombra e per sostenere la necessità di dare risposte agli
italiani, soprattutto a chi ha subito danni di salute dopo
essersi dovuto sottoporre a una vaccinazione promossa dalle
istituzioni attraverso la menzogna”.
Così in una nota Lucio Malan, presidente dei senatori di
Fratelli d’Italia e componente della commissione Covid.

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