Omicidio stradale: il provvedimento introduce pene sproporzionate per comportamenti non intenzionali e non criminali da parte di persone incensurate

Dichiarazione di voto sull’introduzione del reato di omicidio stradale

Signora Presidente, Colleghi Senatori, Signor rappresentante del Governo,

il Gruppo di Forza Italia si asterrà sul provvedimento in esame. Sul problema della mortalità negli incidenti stradali e sulla necessità di mettere in atto tutte le misure necessarie e ragionevolmente possibili per ridurli nel corso degli anni c’è stato, infatti, da parte proprio di Forza Italia, un grande impegno. Tre legislature fa, circa dieci anni fa, fu introdotta la patente a punti che, nel volgere di pochi anni, ha diminuito la mortalità stradale: si era arrivati a circa 8.000 morti l’anno sulle strade del nostro Paese e, da quando è stata introdotta la patente a punti, c’è stata una diminuzione costante fino ad arrivare ai poco più dei 3.000 attuali. Sono sempre numeri altissimi – dobbiamo avere il massimo rispetto per ogni singola vita – ma occorre ricordare che si verificavano gli incidenti nella circolazione stradale già prima dell’introduzione dei veicoli a motore. Pertanto, non possiamo pensare che sia possibile spostarsi velocemente, e magari qualche volta imprudentemente, senza che non succeda nulla. Dobbiamo, quindi, avere il giusto equilibrio nell’applicare le pene e nel trovare le norme più adatte a fronteggiare questo fenomeno.

Nel 2008 fu introdotta una circostanza aggravante dell’omicidio colposo conseguente alla violazione di norme sulla circolazione stradale, quando il soggetto si trova in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e oggi, a leggi vigenti, la pena edittale va da tre a dieci anni – che non è davvero poco: non è davvero poco il massimo e il minimo è, comunque, un messaggio forte. Tuttavia, le cronache – sia degli incidenti stradali che quelle giudiziarie – ci parlano di episodi particolarmente odiosi, sottolineati dai media, che giustamente fanno una notevole impressione a chiunque ne venga a conoscenza, perché ciascuno di noi e delle nostre famiglie – come è stato detto prima di me – può essere una potenziale vittima della circolazione stradale. Assistiamo però a casi in cui i colpevoli di incidenti mortali, che hanno magari coinvolto più di una persona e lo hanno fatto sotto l’effetto di alcol o di sostanze stupefacenti, scontano poi pochissimo carcere perché – come sappiamo – esistono delle attenuanti (per esempio, per chi è incensurato).

Un giudice, in merito ad una pena edittale compresa fra i tre e i dieci anni, può decidere anche per casi conclamati – casi in cui vi sono stati più morti e in cui sono presenti tutte le aggravanti possibili, quali l’altissima velocità nel centro abitato, la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o di alcol o, addirittura, di entrambe – anziché di irrogare una pena massima equivalente a dieci anni o vicina al massimo, di tenersi vicinissimo alla pena minima o, addirittura, al minimo di tre anni. È difficile pensare di fare una norma che impedisca sempre e comunque ad un giudice – lo fa per qualche ragione, che è difficile da capire, ed immaginiamo che qualche ragione ce l’abbia – di applicare la pena minima. Non concedendo un minimo di discrezionalità nell’applicazione della pena, si rischia di mettere sullo stesso piano il comportamento sempre sbagliato, sempre da punire ed esecrabile ma frutto, di fatto, di una distrazione, e il comportamento chiaramente criminale, magari ripetuto e messo in atto più di una volta (pericolo in cui rischia di incorrere anche il provvedimento in esame).

Venendo alla posizione su questo specifico provvedimento, il Gruppo Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura ha partecipato attivamente alla formazione del testo. Diversi disegni di legge in materia sono stati presentati da senatori del Gruppo Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura. Tuttavia, non condividiamo l’individuazione dell’omicidio stradale come reato a sé stante, perché si finisce per mettere in primo piano lo strumento attraverso il quale viene provocata la morte accidentale o la lesione accidentale di una persona e non il grado reale di colpevolezza di colui che compie tale atto.

Con le ultime modifiche apportate nel corso di questa stessa seduta pomeridiana e, in particolare, con la cancellazione di due numeri del quarto comma dell’articolo 1, abbiamo ridotto parecchio questo pericolo, che però resta nell’articolo 2 che riguarda le lesioni. Mi riferisco al pericolo di squilibrio segnalato dallo stesso relatore. Noi speriamo che, nel prosieguo dell’esame di questo provvedimento nell’altro ramo del Parlamento, che credo qualche modifica apporterà, si potrà supplire ai difetti palesemente evidenziati contenuti in questo provvedimento ed arrivare ad una norma il più possibile equilibrata rispetto all’esigenza di evitare di introdurre pene sproporzionate per comportamenti non intenzionali e non criminali da parte di persone incensurate.

A me dispiace che non sia passato l’emendamento presentato dal senatore Giovanardi che proponeva come attenuante, come motivo di riduzione della pena, la incensuratezza e non già relativamente all’omicidio stradale (naturalmente anche su quello), ma in generale su quel tipo di violazione del codice della strada. E mi riferisco a chi non è mai stato colto in violazione del codice della strada in quei modi specifici: velocità molto superiore a quella consentita, comportamenti particolarmente pericolosi su determinati tipi di strada o guida in stato di ubriachezza o di alterazione dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti. Situazioni di questo tipo credo andrebbero affrontate in modo diverso rispetto ad altro tipo di comportamento.

Pertanto, ribadendo e rivendicando gli effetti estremamente positivi che sono stati ottenuti grazie ai provvedimenti approvati nel periodo 2003-2004 e poi ancora nel 2008 e nel 2009, e auspicando che questo provvedimento venga ulteriormente migliorato, noi ci esprimeremo con un voto di astensione. Non condividiamo alcuni aspetti davvero problematici di quanto viene proposto oggi, ma ribadiamo il nostro impegno e i successi ottenuti dall’impegno profuso nel passato per la riduzione della mortalità e, in generale, degli incidenti sulla strada. Tale compito non può essere naturalmente affidato soltanto alle leggi, e tantomeno al mero aumento delle pene, ma deve essere un richiamo alla responsabilità di ciascun cittadino, il quale deve sapere che, quando si pone alla guida di un veicolo (anche non a motore), può essere causa di incidenti, di lesioni e di morte. Pertanto, l’educazione ha la sua parte e, apprezzando il lavoro svolto in Commissione e la proposta avanzata dal senatore Scilipoti Isgrò, riteniamo di esprimere un voto di astensione, nella speranza che, alla fine, il provvedimento risulti più equilibrato di quanto lo sia ora.

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