Dossieraggio, Malan: fatto grave, ancor più grave minimizzare

Signor Presidente, credo che siamo di fronte a un fatto molto grave e il fatto stesso che ci sia un tentativo di minimizzare o di dare la colpa a chi questo fatto denuncia, lo rende ancora più grave. Fratelli d’Italia ha chiesto subito di poter avere in Commissione antimafia questi documenti, visto che le notizie continuiamo ad averle solo dai giornali. Peraltro, non mi è chiaro come i giornali abbiano queste notizie, con tutti gli elenchi e i dati. Sta di fatto che le hanno e, a quanto pare, sono notizie reali e preoccupanti. Spero che ben presto avremo, nelle apposite sedi, maggiore chiarezza e maggiori dettagli; però abbiamo appreso che queste interrogazioni, cioè gli accessi abusivi a dei dati riservati, hanno avuto un aumento esponenziale.

Abbiamo avuto un aumento straordinario di queste interrogazioni, con il picco proprio intorno alle scadenze elettorali. Ora, se questo fosse avvenuto a livello internazionale, parleremmo di tentativi di influenzare l’andamento delle elezioni. È avvenuto invece a livello nazionale e c’è sempre quantomeno il sospetto di un tentativo di influenzare l’andamento delle elezioni, andando a trovare qualche cosa di illegale. Probabilmente non si tratta nemmeno di qualcosa di illegale, perché, in tal caso, ci sarebbe stata un’azione giudiziaria; piuttosto qualcosa di imbarazzante o che, con lo spin adatto – come si dice sui giornali adesso – e con l’effetto adatto, si può far diventare imbarazzante per gli avversari politici.

È vero che non tutti gli esponenti – a quanto se ne sa oggi, ma forse l’elenco non è completo – oggetto di questa attività di assunzione di informazioni illecite sono di centrodestra. Vero. Ce n’è solo una grandissima prevalenza e già questo dovrebbe inquietare. Aggiungiamo una cosa: abbiamo appreso che l’ex presidente del Consiglio Conte, ora leader di un’importante partito, il MoVimento 5 Stelle, è stato anche lui oggetto di queste cose, ma parrebbe che ciò sia avvenuto solo durante l’esperienza del Governo Conte I, mentre durante l’esperienza del Governo Conte II sembra di no. Poi vedremo, ma anche i tempi hanno la loro importanza.

Ci sono dei giornalisti, a quanto pare anche con un certo gradimento politico, che dicono che va bene fare dossieraggio, specialmente nei confronti del Governo. Credo che, se la situazione fosse opposta e se ci fossero il centrosinistra al Governo e il centrodestra all’opposizione, forse cambierebbero i criteri. Comunque ci sono dei giornalisti che dicono che va bene fare dossieraggio e ci sono dei politici che dicono che va bene, perché le notizie sono notizie. Allora, se qualcuno avesse accesso ad esempio alle cartelle mediche, ai movimenti personali o a quello che fa nella sua vita privata un parlamentare, un esponente politico o anche non politico (ci sono diversi non politici in questi elenchi), tutto ciò dovrebbe andare bene. Allora le garanzie della riservatezza dei dati personali riguardano sempre e solo gli altri; sono gli altri che devono rispettare tali garanzie. (Applausi). Quando invece fa comodo a qualcuno, allora non c’è riservatezza, nel nome della deontologia giornalistica.

Non c’è poi solo la deontologia giornalistica. C’è anche la deontologia dei magistrati, che svolgono un ruolo fondamentale, hanno giustamente degli ampi poteri, proteggono la sicurezza di tutti; ma questo impone anche a loro una determinata accuratezza e una determinata diligenza nel condurre il loro operato. Se un magistrato, a capo di una procura, non si accorge che ci sono state centinaia di azioni illegali e abusive (Applausi),io forse mi aspetterei qualcosa di meglio. Che sia magistrato o qualunque altro lavoro faccia, quando uno fa un lavoro, io mi aspetto che lo faccia bene. Il fatto che poi adesso risponda, sostanzialmente, io non c’ero e, se c’ero, dormivo, mi sembra davvero incompatibile con il partecipare ai lavori di una Commissione che dovrebbe fare proprio quello, e cioè andare a trovare quelli che c’erano e non dormivano. (Applausi).

Detto questo, non entro nell’aspetto dell’incompatibilità formale, perché non è di competenza nostra. Ma ritengo quantomeno imbarazzante che una Commissione che deve svolgere delle audizioni su tale questione abbia, tra i suoi membri, qualcuno che era lì e che, di conseguenza, probabilmente si difenderà rispetto alle eventuali responsabilità che dovessero emergere sul suo conto.

Concludo, signor Presidente, ribadendo che è necessario fare piena chiarezza e che è opportuna la collaborazione di tutti. Forse qualcuno pensa che toccherà sempre e solo agli altri, ma non si sa mai, perché le cose potrebbero andare a danno di chiunque. Io spero di no, perché spero che queste azioni illegali non vengano fatte a danno di nessuno, tantomeno dei nostri avversari politici. Però, queste cose non vanno fatte, non vanno difese e non vanno mascherate col nobile, nobilissimo principio della libertà di stampa.

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