Ue: Malan, orgogliosi di quanto sta facendo il governo Meloni Signor presidente del Senato, signor Presidente del Consiglio, desidero innanzi tutto manifestare la solidarietà di tutto il Gruppo Fratelli d’Italia – che abbiamo apprezzato sia venuta anche da altri Gruppi – per il gesto che c’è stato da parte di uno studente.
Ho avuto adesso la notizia dal senatore questore Nastri che la preside della scuola interessata ha già scritto una lettera scusandosi e spero che anche lo studente autore del gesto capisca che, se vuole difendere qualche idea, deve fare più o meno l’opposto di quello che ha fatto poco fa, perché fare un gesto che evoca la violenza nell’Aula che rappresenta la sovranità del popolo, dove ci sono coloro che sono eletti democraticamente dal popolo, indica che davvero ha capito male molte cose (Applausi); speriamo però che, data la sua giovane età, possa superare questo momento di difficoltà, per così dire.
Siamo certi che anche nel prossimo Consiglio europeo ci rappresenterà al meglio, forte di una situazione economica che rivela che le politiche messe in atto dall’attuale Governo sono quelle giuste, evidentemente migliori di quelle di altri Governi, perché credo che in queste cose non contino e non possano esserci il caso o la fortuna, ma evidentemente, se le cose funzionano, è perché sono state seguite le strade giuste con coerenza e fermezza.
Lo spread è ai limiti di cui si è parlato tantissimo e oggi ha chiuso a 125-127 punti, cioè a una cifra inferiore a quella degli ultimi dieci mesi del Governo precedente: mai, neanche per un giorno, nei dieci mesi precedenti a questo Governo lo spread è stato così basso.
Ci sono oltre 600.000 posti di lavoro in più, in gran parte stabili. C’è l’inflazione: se ne parlava tutti i giorni, quando era alta; quando l’attuale Governo è entrato in carica era all’11,8 per cento; oggi è scesa allo 0,8 e, giustamente, si dirà che è scesa in generale, perché alcuni dei fondamentali che ne erano alla base sono effettivamente migliorati. Il fatto è che all’epoca l’11,8 per cento era ben al di sopra della media dell’Unione europea; oggi lo 0,8 di inflazione che c’è in Italia è il più basso tasso tra tutti i Paesi del G7 e in Europa è il più basso di tutti tranne di quello della Danimarca, che ha un’inflazione lievemente inferiore. Vorrei pertanto che si parlasse anche di questo, che tocca la vita quotidiana di tutti i cittadini, in particolare di coloro che hanno un reddito basso. (Applausi).
Contemporaneamente, c’è stato un record di recupero dell’evasione fiscale e la Borsa proprio oggi ha superato il 62 per cento di guadagno rispetto a quando il Governo è entrato in carica. È aumentato il potere d’acquisto delle famiglie e il debito pubblico, esattamente in direzione contraria a quanto autorevoli esponenti della sinistra prevedevano prima delle elezioni, è sceso dal 140 al 137 per cento (in passato, erano state addirittura raggiunte anche vette del 154 per cento).
Ebbene, in questa situazione, anche in questo caso, durante il prossimo vertice europeo, l’Italia ha tutta l’autorevolezza per far valere le proprie posizioni, che altre volte non ha avuto.
La posizione del Governo costante e ferma sui principali dossier internazionali dà i suoi frutti anche sui due drammatici conflitti cui stiamo purtroppo stiamo assistendo. Questa posizione è quella giusta. La fermezza che è stata messa in atto rispetto al sostegno all’Ucraina, tenendo sempre presente chi è l’aggredito e chi è l’aggressore, rappresenta la posizione giusta: non servono le fughe in avanti, tantomeno quelle all’indietro.
Con questa posizione si aprono le prospettive per avere un punto di riferimento certo nell’Italia e, per quanto sta all’Italia, anche in tutta l’Europa.
La stessa questione riguarda la crisi di Gaza. Non dimentichiamo l’attacco del 7 ottobre: molti lo dimenticano. Non dimentichiamo che la stessa Hamas ha detto che vogliono farne il più possibile di questi attacchi, fino ad arrivare all’eliminazione dello Stato d’Israele. Lì sì, allora, che si parla di genocidio.
Come ha detto la senatrice Segre, la parola genocidio è stata coniata per un particolare fatto, cioè il tentativo di sterminio del popolo ebraico. Il fatto di usarla a sproposito è davvero molto sbagliato. Anche qui la posizione dell’Italia è stata estremamente chiara, dialogando con coloro con cui si può dialogare, cercando di fare il possibile per creare le condizioni per una pace nell’immediato e anche per una pace stabile nel futuro.
Eppure l’opposizione non risparmia le critiche su tutto. In particolare, ho sentito, anche oggi, che si rimprovera a lei, signor Presidente del Consiglio, di parlare con soggetti con cui non si dovrebbe parlare. Da quello che abbiamo sentito, non bisogna parlare con al-Sisi per il caso Regeni. Io mi chiedo se queste critiche, che vengono in particolare dal Partito Democratico, non siano una sotterranea critica all’allora presidente del Consiglio Conte, che nel novembre del 2018 incontrò al-Sisi. Anche lui parlò del caso Regeni, ma senza ottenere nulla di diverso in questo senso. Il risultato diverso ottenuto da questo Governo è avere ottenuto la liberazione di Zaki.
Non si dovrebbe poi parlare neppure con il Presidente tunisino, che peraltro è l’unico sostanziale esito duraturo delle famose primavere arabe varato dal presidente Obama. Non bisognerebbe parlare con Saied. Non bisognerebbe parlare con la maggior parte dei governanti europei, perché bisogna parlare solo con il club di serie A, come lei ha detto, presidente Meloni.
Io ricordo ai colleghi che la Germania, da sempre, parla proprio con quei Paesi coi quali si vorrebbe che l’Italia non parlasse, ancora prima che entrassero nell’Unione europea, con dei contatti intensi, attraverso le fondazioni dei vari partiti del centrodestra, di destra, della sinistra e del centro, creando quei rapporti che adesso stanno migliorando, grazie proprio al fatto che il presidente Meloni e questo Governo, in generale, parlano con tutti.
Grazie a questa interlocuzione, parlando con tutti, si sono ottenuti importanti risultati, dei quali io sono costretto a fare solo l’elenco. Sulla questione imballaggi, come lei ha ricordato, presidente Meloni, c’è stata collaborazione, non soltanto da parte del Governo, ma una collaborazione generale. Ciò non si può dire per altri dossier, per le cosiddette case green, sulle auto, sul Patto di stabilità. Io voglio ricordare, al riguardo, presidente Boccia, che la proposta fatta da Gentiloni non è stata certamente bloccata dal Governo italiano, ma è stata bloccata dal Governo tedesco a guida socialista. Dunque, non possiamo dar la colpa al Governo Meloni di quello che è stato fatto da altri. (Applausi).
Se naturalmente l’ideale era fare esattamente ciò che volevamo noi, io ricordo che l’alternativa reale era tra il vecchio Patto di stabilità e quello attuale, che dà molta più flessibilità, in particolare all’Italia. E oltre a dare più flessibilità all’Italia, è più orientato agli investimenti, perché abbiamo visto che l’austerity e la riduzione di ogni tipo di intervento non hanno portato bene; anzi, hanno fatto aumentare il debito da parte di quelli che lo dovevano risanare.
Io ricordo anche, tra i successi del Governo, il vertice Italia-Africa. Proprio in quest’Aula, poche settimane fa, c’erano decine di Capi di Governo e di Capi di Stato africani. Se ci fosse stata una politica più attenta negli scorsi decenni, non soltanto da parte dell’Italia, ma da parte dell’Unione europea rispetto all’Africa, ci sarebbe oggi una situazione diversa e l’Africa non sarebbe finita in gran parte sotto influenze che noi non vorremmo ci fossero in Africa, segnatamente della Russia e della Cina. Grazie a questo vertice si sta cercando di andare in direzione diversa. (Applausi).
Pertanto, alla luce di tutto ciò, di fronte a questi successi e a questa volontà ed efficacia nel difendere l’interesse nazionale in tutti i vertici internazionali, nel prossimo vertice europeo – come nei vertici europei passati – noi, come patrioti, abbiamo il dovere e l’onore di darle il nostro pieno sostegno e, ringraziandola per aver detto di essere fiera ed orgogliosa del suo partito, diciamo che siamo molto fieri e molto orgogliosi di darle il nostro costante sostegno. (Applausi).
