Dovremmo precisare che si può godere degli amplissimi benefici previsti da questa legge fintanto che si è minorenni e non accompagnati, distinguendo tra casi veri e imbrogli

I Cittadini italiani sono assolutamente a favore dei bambini in pericolo di vita, ma anche molto contrari a chi viene nel nostro Paese imbrogliando e strumentalizzando il dolore e il pericolo patito dai veri minori

Intervento in Aula per l’illustrazione di un emendamento all’articolo 2 del disegno di legge in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati

Signora Presidente,

in ulteriore alternativa a quanto è stato appena proposto dal presidente Calderoli (il cui emendamento riscrive l’intero articolo 2 in modo sensato), abbiamo proposto una correzione di portata inferiore che, però, ha un suo peso importante. Con l’emendamento 2.102 si propone che la tutela prevista dal provvedimento valga per tutto il tempo in cui il minore è privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti. C’è il problema se la persona sia davvero un minore, ma su questo tema interviene l’emendamento illustrato dal presidente Calderoli. Noi ci occupiamo di un altro fatto.

C’è una questione non molto chiara. Ipotizziamo che arrivi in Italia una persona che dichiara – magari è così – diciassette anni di età. Dalla struttura del testo in esame sembra risultare che anche fra uno, due o tre anni la persona godrà dei benefici previsti perché è arrivata per tempo. Come abbiamo detto prima, per una strana anomalia statistica, nella maggioranza dei casi vengono dichiarati diciassette anni di età. Curiosamente, ci sono più diciassettenni che persone fra zero e quattordici anni. Strano.

Nei resoconti dei recuperi dei barconi leggiamo che spesso, durante la traversata, nasce un bambino. Su tutti i barconi vengono caricati maschi adulti, o apparentemente tali, perché un maschio di quindici, sedici o diciassette anni è sostanzialmente adulto dal punto di vista della struttura fisica. Stranamente, però, nasce spesso un bambino, perché i trafficanti, con cinismo, caricano sulle imbarcazioni – evidentemente contro la loro volontà – delle donne sul punto di partorire, così da poter fornire ai media la foto del bambino nato sul barcone. Questa cosa commuove tutti, ma dobbiamo capire che queste donne, per quanto vivano in condizioni difficili nei loro Paesi (ad esempio, in Libia), stanno meglio lì piuttosto che su un barcone inadatto alla navigazione, sovraffollato e senza l’ombra di assistenza medica. Beh, forse noi dovremmo dirigere i nostri sentimenti contro i criminali che perpetuano queste cose. Tutti gli altri sono diciassettenni.

Allora, almeno dovremmo avere la tutela di dire che queste persone fruiscono degli amplissimi benefici previsti da questa legge fintanto che sono minorenni e fintanto che sono non accompagnati. Infatti si arriva al punto in cui arrivano genitori e figli – più verosimilmente, visto che sono quasi sempre maschi, padre e figlio – che dicono alla frontiera di non conoscersi. Il figlio dice di essere solo ma, una volta acquisiti i benefici, viene fuori il padre che dice di avere ritrovato suo figlio e si assiste a una scena commovente come in una commedia di Terenzio; dopodiché, anche il padre usufruisce dei benefici in quanto padre di un minore non accompagnato che, dunque, ha gli stessi benefici di un italiano non accompagnato. Praticamente si tratta di una specie di pre-cittadinanza. Chiediamo, allora, che vengano posti dei limiti; perché siamo contenti di questi fortunati ritrovamenti, che talvolta sono davvero l’epilogo di vicende drammatiche, ma a volte sono semplici, piccoli e facilissimi imbrogli consentiti dalla legge. Ebbene, facciamo in modo che, quando sono imbrogli, almeno non vengano premiati ma vengano trattati come tali – e, cioè, che perlomeno non vengano considerati validi ai fini della nostra legge.

Sembra, però, che l’orientamento della Maggioranza parlamentare e del Movimento 5 Stelle, che finora ha votato in totale adesione ai pareri dati dal Governo, sia diverso. Io penso che l’orientamento dei Cittadini italiani sia assolutamente a favore dei bambini in pericolo di vita, ma sia anche molto contrario a chi viene nel nostro Paese imbrogliando e strumentalizzando il dolore e il pericolo patito dai veri minori.

 

Un Italiano senza documenti viene sanzionato, uno straniero di cui non si può stabilire né età né Paese di provenienza viene accolto e assistito. A spese degli Italiani e dei Comuni

E, mentre ai parenti degli immigrati regolari viene rifiutato il visto, i migranti senza documenti vengono trasportati qui con le navi
Intervento in Aula per dichiarazione di voto sull’emendamento all’articolo 2 del disegno di legge in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati

Signora Presidente,

il Gruppo Forza Italia voterà a favore di questo emendamento perché precisa che cos’è l’età inferiore, che deve essere accertata – al limite anche con la clausola contenuta in ulteriori articoli di questo disegno di legge in cui si dice che, nel dubbio, comunque il soggetto è considerato minorenne. Sarebbe già qualcosa. Però il fatto è che in questo disegno di legge non ci sono neppure gli strumenti per sollevare questo dubbio e, soprattutto, non c’è nessuno che abbia la responsabilità di porre questo dubbio – perlomeno nei casi evidenti.

Nei moduli in cui il pensionato di tanto in tanto deve autocertificare la propria esistenza in vita, per evitare che ci siano le note truffe avvenute in alcuni casi di anziane persone la cui morte viene tenuta nascosta dai familiari allo scopo di continuare a percepire la pensione, si ricordano le sanzioni in cui si incorre in caso di falsa dichiarazione. In altre parole, si dice che, se sei morto e dichiari di essere vivo, poi ti puniamo: una cosa quasi divertente. Nel provvedimento in esame, invece, non c’è neppure questo: lo dichiarano e basta; non c’è nessuna sanzione, perché non c’è da nessuna parte il tentativo di accertare l’età. Inoltre, c’è anche scritto – ci arriveremo nell’esame del testo – che, su semplice richiesta di queste persone, non si può neppure parlare con le autorità diplomatiche del Paese da cui queste persone provengono o dicono di provenire. Pertanto, se uno dichiara di essere della Tunisia, Paese con cui ci sono buone relazioni diplomatiche e consolari, si potrebbe dire: visto che hai detto che ti chiami in questo modo e che sei di quel Paese, andiamo ad accertarlo; però non si può, perché il soggetto ha dei timori. Infatti, nella norma c’è scritto che, in tutti i casi in cui questi dicono di temere delle ritorsioni o dei pericoli per la loro incolumità se le autorità del proprio Paese vengono informate, non si devono informare. Per cui, non abbiamo neanche la possibilità di informarci presso coloro che onestamente dicono di venire dal Paese dal quale realmente provengono.

Un Italiano beccato senza documenti viene sanzionato, multato e sottoposto a ogni sorta di vessazione, allo straniero gli vengono aperte le porte del nostro Paese, data assistenza e ogni altra facilitazione. Viene trasportato, innanzitutto, nel nostro Paese perché deve fare circa un centesimo del percorso con l’imbarcazione degli scafisti: il 99 per cento del percorso viene assicurato dalle navi della nostra Marina, della Guardia costiera o di altre organizzazioni senza scopo di lucro evidente. Il minimo sarebbe chiedere a loro quanto viene chiesto a qualunque Italiano – e, cioè, di accertare e certificare. Provate a farvi dare qualunque cosa dallo Stato senza avere certificazioni, documenti o doppia certificazione. La legge sull’autocertificazione è stata approvata nel 1968 ma ancora adesso molti uffici non la accettano. Invece, qui non c’è problema. Se uno dimostra palesemente trentacinque anni e dichiara di averne diciassette, viene in Italia, è mantenuto e potrà andare a scuola a spese del Contribuente italiano. Per la scuola le risorse sono sempre le stesse perché, come è stato ben detto, il provvedimento prevede una somma ma questa è troppo esigua e le spese saranno molto più alte. Tutte le altre spese finiranno a detrimento dell’efficienza di tutti gli altri servizi del nostro Paese, sia per gli Italiani che per gli stranieri.

Quanti casi ciascuno di noi conosce benissimo, perché magari gli è stato chiesto un impossibile intervento, di stranieri perbene, con tutte le carte in regola e con il lavoro regolare nel loro Paese, che vogliono venire in Italia per visitare un loro parente e a cui viene negato il visto turistico? Lo sappiamo benissimo. Migliaia di persone che verrebbero a portare soldi nel nostro Paese si vedono negare il visto turistico. Lo sappiamo benissimo; lo sanno tutti e, in particolare, il Governo. Perché devono spendere soldi per venire in aereo? Si prendono un barcone un po’ meno scassato degli altri, così non rischiano la vita come la rischiano questi poveracci che vengono in Italia, fanno qualche chilometro con pochi litri di gasolio (proprio pochi), arrivano vicino, chiamano le ONG – se non le hanno già chiamate prima, come succede di solito – e giungono in Italia senza nessun problema e a carico dello Stato italiano. A quelli che, invece, vogliono venire in Italia regolarmente, pagando per visitare i loro parenti regolarmente immigrati, viene respinto il visto.

Ebbene, ci sono delle gare ideologiche insensate tra le ex componenti del Partito di Maggioranza, che vogliono essere più a sinistra della sinistra della sinistra, però queste cose le pagano sulla loro pelle gli Italiani e i Comuni.

 

Segue votazione nominale con scrutinio simultaneo dell’emendamento 2.102, presentato dai senatori Malan e Rizzotti: il Senato non approva.

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