Esposto al CONSOB dei senatori Malan e Stracquadanio sui comportamenti del Governo nelle vicende Telecom

I senatori di Forza Italia Lucio Malan e Giorgio Stracquadanio annunciano la presentazione di un esposto alla Consob su una serie di comportamenti del Presidente del Consiglio e di altri membri del Governo nelle vicende Telecom, in relazione ai forti riflessi dei loro atti e delle loro dichiarazioni sulle quotazioni dei titoli interessati e alle operazioni finanziarie poste in essere sui titoli stessi.

I due parlamentari hanno dichiarato:

“Il testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, articolo 187-octies, affida alla Consob l’accertamento di eventuali andamenti anomali delle contrattazioni su titoli quotati e compie ogni altro atto di verifica di violazioni delle norme in materia di abuso di informazioni privilegiate (insider trading) e di aggiotaggio su strumenti finanziari, dotando la Consob stessa di ogni potere di accertamento <<nei confronti di chiunque possa essere informato sui fatti>>: dall’audizione alle ispezioni all’accesso alle registrazioni telefoniche, e con il potere di disporre misure cautelari. Come spiega il materiale informativo della Commissione, <<gli esposti sono per la Consob una fonte d’informazione utile per lo svolgimento della sua attività di vigilanza e possono concorrere ad accertare e correggere comportamenti e pratiche irregolari>>.

Dopo i terremoti causati dalle misure sull’IVA sugli immobili contenute nel decreto Bersani-Visco e dalle contraddittorie dichiarazioni in merito sulle quotazioni delle società interessate, schemi assai simili vengono ripercorsi nelle vicende della grande società telefonica, il che è molto preoccupante. Poiché la CONSOB stessa ha comunicato che, nella riunione di ieri dei suoi commissari, non c’erano all’ordine del giorno questioni relative alla Telecom, riteniamo opportuno chiamare questa importante istituzione di controllo a svolgere pienamente il suo ruolo a difesa dei risparmiatori e dei cittadini. E riteniamo prudente annunciare questo passo a mercati chiusi, accortezza sfuggita a autorevoli membri dell’Esecutivo”.

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