Il disegno di legge che stiamo esaminando si propone di restituire alla Corte dei conti la funzione di sostegno per la quale è nata

INTERVENTO IN AULA Il disegno di legge che stiamo esaminando si propone di restituire alla Corte dei conti la funzione di sostegno per la quale è nata: uno strumento che aiuti la pubblica amministrazione a funzionare meglio.Noi vogliamo una Corte dei conti che possa lavorare in modo più efficaceSignor Presidente, il disegno di legge in esame si propone di dare, ovvero ridare alla Corte dei conti quella funzione di sostegno per la quale è nata. L’obiettivo dell’attività della Corte dei conti non è quello di mettere nei guai dei sindaci, degli assessori e dei Presidenti di Regione e così via, ma quello di far funzionare bene la pubblica amministrazione. Dunque il potenziamento dell’attività preventiva, quella che originariamente era prevista per la Corte dei conti, va proprio in questa direzione; se c’è stato qualche errore o addirittura qualche abuso da parte di pubblici amministratori, l’intervento ex post non ottiene il miglior risultato possibile. L’intervento ex post può portare alla punizione di qualcuno, di solito con il recupero di importi enormemente inferiori a quelli che vengono accertati dalla Corte dei conti. Molto più appropriato è l’intervento ex ante, di consiglio, di supporto alla pubblica amministrazione. I provvedimenti inclusi nel disegno di legge in discussione vanno proprio in questa direzione.Il parere preventivo è proprio ciò che si chiede alla Corte dei conti. Questo naturalmente non esclude l’intervento ex post, ove questi pareri non siano stati rispettati oppure ove, indipendentemente dai pareri, ci siano state malversazioni o ci sia stata una scorretta gestione delle risorse pubbliche.Moltissimi di coloro che sono presenti in quest’Aula hanno una esperienza amministrativa che io non ho, ma potrei citare alcuni casi di scuola, come quello del sindaco di un capoluogo di provincia che, avendo ricevuto dal Governo un finanziamento, chiese al Ministero dell’interno un parere, nel senso di dire se dovesse metterlo nel bilancio dell’anno precedente o in quello dell’anno seguente.Il Ministero gli disse di metterlo nell’anno precedente, lui lo mise nell’anno precedente, dopodiché fu soggetto a una lunga vicenda, di fronte non soltanto alla Corte dei conti, ma anche alla magistratura ordinaria, dalla quale naturalmente è uscito distrutto come carriera politica perché passava per uno che falsificava i bilanci. Questo non mi sembra un modo per far funzionare bene la pubblica amministrazione; mi sembra un modo per generare quello che tutti riscontrano, cioè un eccesso di lentezza della pubblica amministrazione. La famosa paura della firma colpisce sia i decisori politici, sia i dirigenti e i funzionari, che, di fronte a episodi come quello descritto, nel dubbio non firmano, aspettano il più possibile o rifiutano di fare interventi.Potrei citare un altro caso, quello del sindaco di un piccolo Comune dove, naturalmente con le dovute procedure (perché su questo dovrebbe appuntarsi l’attenzione della Corte dei conti), fu deliberato di allestire un campo fotovoltaico. L’investimento, secondo i calcoli fatti e da nessuno contestati, sarebbe rientrato addirittura nel secondo anno di funzionamento di questo campo fotovoltaico; ma la Corte dei conti avviò un procedimento contro quel sindaco, ipotizzando: e se poi la legge cambia? In altre parole: se poi lo Stato non mantiene la sua parola di dare certi finanziamenti? Moltissimi sindaci avrebbero evitato di fare questo investimento, avrebbero evitato di dare un apporto alle necessità energetiche di quell’area e, di conseguenza, dell’intera Nazione oltre a una entrata per il Comune. Questo sindaco non si fece spaventare e andò avanti, nonostante il procedimento avviato dalla Corte dei conti che, per fortuna, alla fine si risolse nel nulla. Ma quanti sindaci, amministratori di Province, di Regioni si fermano perché temono un intervento di questo tipo?Potrei citare il fatto che, qualche anno fa, quando furono dati ai “filantropi” della Benetton 10 miliardi di euro in più di quanto spettasse loro, la Corte dei conti diede il via libera. Faccio notare che 10 miliardi è cento volte più di quanto la Corte dei conti recupera ogni anno. Noi siamo grati alla Corte dei conti per quei 100 milioni di euro che recupera e per il lavoro che svolge, ma vogliamo che possa agire in modo ancora più efficace a sostegno della pubblica amministrazione.

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