Il Governo si impegna a favorire la partecipazione di Taiwan ad alcune organizzazioni internazionali

L’Aula del Senato approva la Mozione a prima firma Malan

Intervento in Aula per dichiarazione di voto

Signor Presidente,

Con l’approvazione della mozione, avremo un impegno da parte del Governo a favorire la partecipazione di Taiwan ad alcuni contesti multilaterali. Mi riferisco a quello sull’aviazione civile, all’organismo delle Nazioni Unite che si occupa di clima, all’Interpol e ad altri organismi internazionali, dove è senza dubbio interesse della comunità internazionale e della popolazione taiwanese avere questa collaborazione.

Non è certo oggi che viene approvata, ratificata o incoraggiata la One China Policy, che è il frutto di decenni di lavorio, di contatti e di pressioni da parte delle parti in causa. Il tutto ha avuto origine quando la Repubblica Popolare Cinese, che era stata esclusa dalle Nazioni Unite fino agli anni ’70, venne inclusa per iniziativa della Presidenza Nixon degli Stati Uniti. Questa era la cosa giusta da fare, perché lasciare lo Stato più popoloso del mondo fuori delle Nazioni Unite sarebbe stato davvero un controsenso. Al contempo, però, venne presa una decisione assai discutibile (ed è questa la motivazione per cui ho sempre fatto parte del gruppo di amicizia parlamentare fra Italia e Taiwan): quella di mettere fuori dalle Nazioni Unite la Repubblica di Cina il cui territorio coincide, di fatto, con l’isola di Taiwan – più alcune piccole isole a essa vicine. In quel momento, il Governo è in continuità con la potenza della Repubblica, avendo lo stesso nome e la stessa persona – Chiang Kai-shek. Parliamo del Paese che, nella seconda guerra mondiale, ha avuto il più gran numero di caduti nella lotta contro le potenze dell’Asse – persino più dell’Unione sovietica. Parliamo del Paese che più a lungo ha combattuto contro le potenze dell’Asse, iniziando il suo confronto con il Giappone (a causa dell’invasione giapponese) molto prima dell’inizio della seconda guerra mondiale. Metterlo completamente fuori, senza tutela alcuna, ritengo sia stata una scelta infelice.

Oggi ci confrontiamo con una realtà che ci chiede di consentire la partecipazione di questo Paese – la 22a economia del mondo, il 18o partner commerciale dell’Unione europea, il principale partner commerciale della Repubblica Popolare Cinese – a quegli organismi internazionali che servono non al prestigio taiwanese, ma alla sicurezza internazionale, alla tutela delle persone che da tutto il mondo, inclusa la Repubblica Popolare Cinese, si recano a Taiwan. Si chiede alla comunità internazionale di consentire la partecipazione di un importante Paese alle decisioni e informazioni che in questi organismi ci si scambia.

Votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 705 (testo 3), presentata dal senatore Malan e da altri senatori: il Senato approva.

 

Testo della Mozione

Il Senato,

premesso che:

l’Italia intrattiene con Taiwan, che è la 22ª economia del mondo e il 18° partner dell’Unione europea per volume di interscambio, significative relazioni commerciali, industriali e culturali, promosse e coordinate dai reciproci uffici di rappresentanza a Taipei e a Roma e dal Foro di cooperazione economica che, dal 2010, si riunisce annualmente sotto la presidenza dei rispettivi direttori generali responsabili del commercio estero;

l’interscambio bilaterale, secondo i dati del Ministero dello sviluppo economico, è stato nel 2015 di circa 3 miliardi di euro e, nei primi 6 mesi del 2016, esso ha superato 1,6 miliardi con un incremento di circa 200 milioni sullo stesso periodo dell’anno precedente;

questo andamento positivo sarà ulteriormente favorito dalla piena efficacia, decorsa dal 1° gennaio 2016, della legge n. 62 del 2015 sull’esenzione della doppia tassazione;

i dati inerenti all’interscambio con Taiwan collocano l’Italia, nell’ambito dell’Unione europea, al 5° posto dopo Germania, Olanda, Regno Unito e Francia, in un’economia complessiva, tra UE e Taiwan, che nel 2015 ha raggiunto i 44 miliardi di euro;

anche nelle attività culturali, sono numerose e crescenti le iniziative che coinvolgono realtà locali, istituzioni ed enti delle due parti, mentre, ad oggi, vi sono 30 accordi tra università italiane e taiwanesi per la collaborazione accademica e lo scambio di docenti e di studenti;

Taiwan è un’autentica e funzionante democrazia, dove si eleggono, ad ogni livello, i responsabili della vita pubblica e sono costantemente promossi i diritti umani, civili, politici, religiosi, sociali e sindacali dei suoi 23,5 milioni di cittadini;

attraverso pragmatiche modalità, Taiwan partecipa costruttivamente alle attività di diversi organismi multilaterali, tra questi l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), l’Assemblea mondiale della sanità (WHA), la Conferenza economica dell’Asia-Pacifico (APEC), la Banca asiatica di sviluppo (ADB), la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), il Sistema di integrazione centroamericana (SICA), il Comitato olimpico internazionale (CIO) e altre;

in quest’ottica, si colloca il sostegno dell’Italia e dell’Unione europea al perseguimento di soluzioni pragmatiche, attraverso il dialogo tra le due sponde dello stretto, alle questioni riguardanti la partecipazione di Taiwan ai predetti fori internazionali,

impegna il Governo

a continuare a considerare attivamente, insieme ai partner UE, modalità compatibili con la “One China policy” per consentire la partecipazione come osservatore di Taiwan nei contesti multilaterali (ICAO, UNFCC, INTERPOL e WHA), in cui la sua presenza corrisponda all’interesse della popolazione taiwanese e della comunità internazionale.

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