Il Libero: “Vittorie al Senato”

Lettera di Lucio Malan al Direttore Renato Farina

“Caro Dottor Farina,

leggo il suo editoriale sulla doppia caduta di Prodi alla Camera. Condivido la sua analisi sulla necessità di una maggiore coesione e determinazione politica da parte della Casa delle Libertà, per far cadere questo Governo e questa Maggioranza che sono una disgrazia per l’Italia. Se mai qualcuno pensasse che non è una cosa urgente, ci sono i provvedimenti di questi giorni sull’immigrazione a ricordare la pericolosità di questa banda. Il tentativo infatti è quello di conquistare la maggioranza dei consensi, che ora non hanno, procurandosi un milione o due di voti tra gli immigrati clandestini, regolarizzati e beneficiati in quattro e quattr’otto di cittadinanza e diritto al voto. Perciò nessun dubbio: ogni giorno è prezioso per disfarci di questa gente senza scrupoli.

Ma vorrei fare una precisazione sul passaggio dove, dopo aver giustamente sottolineato i successi ottenuti alla Camera dalla CdL contro il Governo Prodi, si chiede: “Possibile che con ingegno, fantasia, furbizia qualcosa del genere non si sia potuto mettere in campo al Senato?”

Be’, al Senato, accanto a qualche occasione perduta a causa di poche ma forse decisive assenze, opportunamente sottolineate da Libero, qualcosa del genere abbiamo già fatto: abbiamo eletto il nostro Scarabosio presidente della commissione Attività Produttive, abbiamo battuto la maggioranza in varie commissioni tre volte sul decreto Visco-Bersani e cinque volte sul Dpef, e in Commissione Affari Costituzionali, per non farsi battere, sono stati costretti a impedire ogni parere – fatto senza precedenti su documenti così importanti. Inoltre, sabato scorso abbiamo fatto esattamente la stessa cosa che i nostri valenti colleghi deputati hanno fatto ieri, cioè li abbiamo battuti su un importante ordine del giorno, presentato nientemeno che dalla capogruppo ulivista Anna Finocchiaro, e che voleva imporre una linea dura contro la legge Bossi-Fini e la riforma della Giustizia di Castelli. Roba importante, insomma. E questo, nonostante il Governo abbia usato sistematicamente la fiducia – che al Senato, a differenza della Camera, cancella anche gli ordini del giorno che abbiamo così potuto presentare solo sull’indulto e su niente altro.

E, a proposito di fiducia, ricordo che abbiamo beccato la banda Prodi con il sorcio in bocca e un sorcio grosso. Infatti, la fiducia chiesta sul decreto Visco-Bersani risulta mai decisa in Consiglio dei Mnistri, secondo la precisa, pubblica e mai smentita testimonianza del sottosegretario Enrico Letta, segretario del Consiglio stesso, e del Ministro Ferrero. Perciò, i casi sono due: o Letta e Ferrero sono dei bugiardi (oppure dei rimbambiti che non si rendono conto di ciò che decidono, il che è particolarmente grave per il segretario del Consiglio dei Ministri, depositario delle sue decisioni), o i Ministri Bersani e Chiti, che al Senato hanno posto quella fiducia mai decisa, sono dei falsari o peggio. Ma, questo fatto non ha finora suscitato interesse al di fuori del sottoscritto, che ha presentato una documentata interrogazione, e dei colleghi che se ne sono occupati – cioè Calderoli, Storace, Pastore e Stracquadanio.

Per chiudere, ricordo ancora che abbiamo respinto due volte le dimissioni presentate dai senatori membri del Governo. Prima della seconda botta, Prodi aveva detto che il passaggio era fondamentale e che, se le dimissioni da senatori fossero state ancora respinte, avrebbe dovuto esigere le dimissioni da sottosegretari e da Ministro (c’è anche Livia Turco). Poi, naturalmente, è stato ben zitto. Vogliamo chiedergliene conto?

Insomma, li abbiamo più volte battuti sul campo. Chiedo l’aiuto Suo, Dottor Farina, che sa cos’è essere in prima linea, di Libero e dei lettori per inseguire il nemico sconfitto, perché solo così si vince la guerra”.

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