Intercettazioni, Malan (Fi): con dl è come essere in carcere da liberi

Con questo provvedimento è come essere in uno Stato di polizia. Anzi è peggio: è come stare in carcere da liberi, e con meno tutele alla propria privacy dei detenuti vero”. Così il vicepresidente dei senatori di Forza Italia, Lucio Malan, nel corso della sua dichiarazione di voto sul dl intercettazioni a palazzo Madama. “Ogni anno mille innocenti vanno in carcere e i risarcimenti costano milioni agli italiani. Ma la vostra priorità, e quella del ministro Bonafede, è togliere ogni limite alla durata dei processi e moltiplicare le ingiuste detenzioni attraverso la trasformazione dei telefonini degli italiani in spie che entrano nelle case, nelle camere da letto, violando qualsiasi privacy e intimità”, ha aggiunto il parlamentare azzurro. “Il problema non è quello che pensa Renzi o l’audio di Casalino – ha concluso Malan – ma quello che succederà a migliaia di presunti nemici del popolo che volete spiare in ogni minuto della loro vita, come i dipendenti pubblici, i sacerdoti, i farmacisti, i tabaccai, le guardie giurate, che avranno il loro apparecchio intercettato anche da spento. Qui è un problema di principi fondamentali costituzionali per cui rivolgo un appello alla maggioranza: fermatevi invece di rovinare migliaia di persone che potranno finire ricattate e avere la vita distrutta. Chi sacrifica la libertà per un’illusione di sicurezza non merita e perderà sia la libertà sia la sicurezza.

 

Torna in alto