GOVERNO. INTERPELLANZA AP-FI: A CHI SI AFFIDANO UNAR E MIUR SU LGBT?

“Può un Circolo intitolato a un intellettuale radicalmente contrario alla famiglia, che inneggiava apertamente e ripetutamente alla pedofilia e alla pederastia, diventare ente di formazione presso il Ministero dell’Istruzione? Quale contributo può dare a docenti, studenti e famiglie? Quale influenza ha avuto su importanti documenti governativi destinati anche alle scuole?”: è ciò che chiedono i senatori Carlo Giovanardi (AP), Lucio Malan (FI), Maurizio Gasparri (FI) e Roberto Formigoni (AP) in un’ampia e documentatissima interpellanza al Ministro dell’Istruzione Giannini e al Presidente del Consiglio Renzi, in quanto referente del Dipartimento Pari Opportunità.

Spiega Giovanardi: “Si tratta del ‘Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli’, una delle 29 associazioni che ha partecipato al gruppo nazionale di lavoro istituito dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) presso il Dipartimento Pari Opportunità, per la stesura della ‘Strategia nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015)’, che si qualifica come ‘importante e significativo progetto che prevede una collaborazione tra le diverse realtà istituzionali, il terzo settore e le parti sociali per l’implementazione delle politiche di prevenzione e contrasto della discriminazione nei confronti delle persone LGBT’. Lo stesso UNAR si occupa ormai quasi esclusivamente di LGBT – quando, invece, la legge gli assegna il compito di contrastare la discriminazione razziale – e lo fa considerando interlocutori privilegiati un gruppo di associazioni LGBT al punto da chiederne ufficialmente l’accreditamento presso il MIUR come enti di formazione. Fra questi, il circolo intitolato a Mario Mieli che, nei suoi scritti, ha parlato apertamente e positivamente di pedofilia”.

Malan aggiunge: “A proposito di Mario Mieli: tempo fa mi è giunta la segnalazione di una frase del suo libro principale – “Elementi di critica omosessuale” – in cui afferma in modo inequivocabile che lui e coloro che condividono le sue idee, denominati ‘checche rivoluzionarie’, possono fare l’amore con i bambini che, se non condizionati negativamente dalle famiglie, hanno una grande carica erotica. Ho pensato a una affermazione paradossale, provocatoria per quanto disgustosa, che viene spiegata dal contesto come tale. Mi sono letto il libro del Mieli e ho, purtroppo, constatato che l’affermazione è pienamente coerente con tutto il resto. La sua teoria è che la grande anormalità è l’essere eterosessuali e che per natura non lo si è, ma lo si diventa perché condizionati dalla famiglia attraverso ciò che lui chiama ‘educastrazione’. La pedofilia o pederastia è dunque un modo per emancipare i piccoli da questi condizionamenti. Mieli, che arriva al punto da giudicare negativo che i padri non abbiano attività erotica con i figli e le madri con le figlie, affermando che la religione nasce da questa negativa repressione, conclude la sua opera esortando non solo alla tolleranza, ma alla sperimentazione attiva di tutte le pratiche sessuali estreme – incluso sadismo, necrofilia, coprofagia, pederastia e zooerastia. Quale apporto ci si aspetta presso il Ministero dell’Istruzione da chi si ispira a questo signore?”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email