Domanda interna indebolita da politiche rigoriste, Euro sopravvalutato, violazioni della libera concorrenza e deflazione

Intervento in Aula durante la Conferenza interparlamentare sul Fiscal Compact

Il titolo di questa sessione è “Il percorso europeo per la crescita”: ottimo, partiamo. Partiamo su questo percorso, perché si è fatto molto poco o quello che è stato fatto non ha avuto molto efficacia – lo dimostrano i dati. Siamo in una situazione in cui, nel PIL europeo, il 73% dipende dai servizi. Quindi, in assenza di domanda interna non avremmo crescita ma, fintanto che la domanda interna viene ancora indebolita da politiche di rigore, di austerità, così virtuose ma spesso non sagge, non avremmo un forte domanda interna; non avremmo neanche sviluppo: non avremmo crescita.

Abbiamo bisogno di competitività, ed è difficile che le aziende europee siano competitive con un Euro sopravvalutato. L’Euro adesso è un po’ meno sopravvalutato, non perché l’Europa ha adottato delle misure adatte, ma perché la Federal Reserve ha spinto su il dollaro, quindi spinto giù l’Euro.

Quindi concorrenza in tutti i campi, Ministro Padoan, anche per quanto riguarda le autostrade italiane – dove il Governo, invece, per 30 anni vuole rinnovare il contratto al titolare dell’appalto della autostrade: questo è, appunto, il contrario della concorrenza.

Abbiamo bisogno di politiche reflattive, come diceva il presidente Juncker. 300 miliardi di Euro mi sembra un’ottima cosa. Forse non basta. Intanto deve essere attuato, ma poi potrebbe non bastare. Pensiamo agli 800 miliardi di dollari del pacchetto di stimolo di Obama, che ha avuto un effetto perché l’economia americana cresce più rapidamente di quella europea. Pensiamoci: l’inflazione – glielo ha detto, Ministro Padoan – l’intenzione è arrivare al 2% di inflazione, ma Lei ha evitato un certo dibattito. Oggi abbiamo un’inflazione vicina allo zero ma Lei ha evitato il termine deflazione, c’è girato intorno. L’inflazione è come la pressione sanguigna: troppo elevata è pericolosa; se è bassa a un livello valido, è ottima per la salute; ma, se è a zero, ovviamente si muore. E questo è un problema, e si riflette anche sulla natalità in Europa.

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