ItaliaOggi: “La guerra di Renzi alle partecipate degli enti locali inizia con due megaregali a società autostradali amiche”

Ridurre le società partecipate degli enti locali è una delle riforme che Matteo Renzi si è impegnato a fare quest’anno. Il decreto attuativo, più volte annunciato e rinviato, potrebbe uscire dal Consiglio dei ministri di questa settimana. L’obiettivo è di ridurre le società partecipate da 8mila a mille, spazzando via troppi enti inutili e costosi che non hanno mai reso un servizio utile ai contribuenti. Fin qui, tutto bene. C’ è però chi dubita che il Governo andrà veramente fino in fondo. Uno di questi è il senatore Lucio Malan, di Forza Italia, che ha messo nel mirino due ministri – Marianna Madia (riforma burocratica) e Graziano Delrio (trasporti) – colpevoli a suo avviso di lavorare non tanto a una riforma incisiva della pubblica amministrazione, bensì a un regalo miliardario per alcune partecipate vicine al Governo, proprietarie di importanti quote azionarie di due autostrade – l’Autobrennero e la Venezia-Trieste.

Dice Malan: mentre Renzi e la Madia annunciano una stretta sulle patecipate, il ministro Delrio ha fatto sapere che giovedì prossimo firmerà il rinnovo delle concessioni per 30 anni alle società che controllano le due autostrade. Il tutto senza alcuna gara pubblica, grazie ad alcuni cavilli burocratici che, a parere del Governo e delle società interessate, consentono di aggirare le norme UE. Così facendo, altro che stretta – accusa Malan. Il rilascio della concessione sarebbe nient’altro che un regalo di ben 7 miliardi di utili l’anno a due società controllate da politici vicini al Governo Renzi, in particolare i politici alto-atesini, rievelatisi preziosi nelle votazioni in Senato per fare passare la riforma costituzionale. Politici che ora passerebbero all’incasso, grazie alla proroga trentennale di una concessione che garantirà una serie di benefici economici e politici, oltre a consolidare decine di poltrone ben retribuite proprio in due società partecipate da enti locali.

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