La Croce: «Renzi #bluffa, non avrà modo di forzare la mano sul Cirinnà»

Il Premier, da Fazio, ne ha parlato con sicumera. Malan, Roccella e Giovanardi restano scettici

di Davide Vairani

«Spero in settimana cominci la discussione. Ora il ddl è in commissione e speriamo di andare presto in Aula. C’è il punto aperto delle “stepchild adoption”: il tema è l’adozione del figlio del partner in caso di decesso della madre biologica. Io sono d’accordo che è genitore chi lo fa ma in Parlamento ci sono opinioni diverse. A me interessa portare a casa il risultato perché più volte lo abbiamo promesso. A me interessa portare a casa il risultato e credo che lo porteremo a casa, perché le unioni civili è un altro degli impegni che ci eravamo presi». Ipse dixit Renzi nel salotto di ”Che tempo che fa”, domenica, da Fabio Fazio. Le unioni civili dovranno comunque diventare legge, e lo dovranno fare in tempi il più possibile brevi. Questo è quanto assicurato da Renzi, senza tuttavia chiarire le modalità con cui verrà fatto. Ma… Sappiamo che, dietro le affermazioni roboanti del Premier, la realtà spesso non è come appare.

Intanto, la Commissione Giustizia al Senato è stata convocata d’urgenza ieri (lunedì) e proseguirà fino a giovedì 15 ottobre in plenaria. “Regolamento alla mano – ci spiega il Sen. Lucio Malan di Forza Italia – la Commissione si trova sul tavolo gli ultimi tre testi depositati: quello Cirinnà-bis (ddl 2081) che porta le firme di tutti i senatori PD della commissione, quello a prima firma mia e di Anna Cinzia Bonfrisco dal titolo “Disciplina delle unioni registrate” (ddl 2069) e quello presentato dai componenti di Forza Italia Giacomo Caliendo e Franco Cardiello insieme al collega dei Conservatori e riformisti Vittorio Zizza che, sostanzialmente, non si discosta dal mio (ddl 2084)”.

Quindi, Sen. Malan, ci spieghi che cosa sta succedendo.

“Al di là delle dichiarazioni di Renzi e di altri componenti del PD sulla Stampa, resta il fatto che, a mio avviso, non ci siano le condizioni per forzare la mano e andare direttamente in Aula al Senato per votare sulle unioni civili”.

Sicuro?

“Di certezze non ce ne sono, visti i continui tira-e-molla ai quali dobbiamo assistere da parte di una Maggioranza che tutto cerca tranne che entrare nel merito delle questioni. Detto questo, sul piano tecnico e del rispetto della democrazia parlamentare, le strade sono solo due: o in Commissione Giustizia al Senato la maggioranza dei componenti decide di fare proprio il nuovo Cirinnà, oppure si prosegue nel dibattito e nelle discussioni di tutti i testi fino alla fine. Tertium non datur”.

Ci spieghi meglio.

“Siamo evidentemente in mezzo ai tecnicismi e alle tattiche parlamentari. Ma resta il fatto che, qualsiasi delle due strade intendano percorrere, le unioni civili resteranno ancora un bel po’ di tempo in discussione alla Commissione Giustizia. A maggior ragione se la Maggioranza attorno al PD decidesse di fare proprio il Cirinnà-bis e, quindi, ricominciare da zero la discussione e il confronto come se, fino ad oggi, non ci fosse stato alcun testo sul quale discutere”.

Ma Renzi ha dichiarato che con Alfano troverà un compromesso e andrà dritto in Aula.

“Non credo che le cose stiano proprio in questi termini. In ogni caso, lo scopriremo non più tardi di domani quando, terminata la votazione sulle riforme costituzionali (DDL Boschi), sicuramente verrà convocata la Conferenza dei capigruppo al Senato per delineare il programma delle prossime sedute d’Aula”.

Articolo integrale (pag. 3)

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