La Gazzetta del Sud Africa: “Unioni civili costeranno 60 miliardi all’anno”

 Malan a Radio Cusano Campus sui costi delle unioni civili e le pene per la pubblicazione delle intercettazioni

“Riguardo le unioni civili, l’aspetto economico è tutt’altro che secondario – ha affermato Malan. I dati del Ministero delle Finanze, che dicono che le unioni civili costano poco, non sono la verità assoluta: sono un’opinione del Ministero. I costi per lo Stato per le spese dei matrimoni – che comprendono detraibilità fiscale, pensione di reversibilità e assegni familiari – sono di 60 miliardi all’anno. Le associazioni gay dicono sempre che gli omosessuali sono il 10% della popolazione. Se è vero, significa che bisogna calcolare il 10% di quella cifra, dunque circa 6 miliardi all’anno a regime. Senza, però, calcolare il costo della reversibilità, che si ha quando uno dei coniugi muore. I calcoli del Ministero presuppongono, invece, che ci sia un numero molto basso di unioni civili tra persone dello stesso sesso: 30mila in 10 anni. Vorrebbe dire che 1 gay su 100 si sposerebbe. E, se questo fosse vero, sarebbe una stravaganza, sarebbe sbagliato equipararla al matrimonio eterosessuale. Il vero problema sta nell’abuso. Un extracomunitario, ad esempio, potrebbe offrire soldi a un vecchietto in cambio di una finta unione civile, così lo straniero prenderebbe la cittadinanza italiana e, quando il vecchietto muore, si prenderebbe pure la pensione di reversibilità”.

Carcere giornalisti? Più che giusto che non ci sia – ha dichiarato Malan. Una cosa sono le intercettazioni fatte per condurre indagini, altra cosa è l’uso di intercettazioni a fini di battaglia politica. Non c’è stato un magistrato, finora, che sia stato sanzionato per aver diffuso intercettazioni riservate. L’unico che è stato condannato è stato Berlusconi, che è stato ritenuto responsabile dell’uscita su “Il Giornale” dell’intercettazione in cui Fassino diceva: “Abbiamo una banca”. In nessun’altro Paese, tranne il nostro, si trovano sui giornali testi di intercettazioni fatte dai magistrati”.

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