Dall’Australia, uno spunto per il programma del centrodestra

L’ex Primo Ministro australiano, la Sig.ra Julia Gillard, aveva rilasciato questa dichiarazione nel 2012.   Sostituendo alla parola “Australia” la parola “Italia”, potremmo tranquillamente farne un punto del programma con il quale il centro destra deve vincere le prossime elezioni. Ecco la dichiarazione:

“Sono gli immigrati, non gli Australiani, a doversi adattare… Prendere o andarsene. Sono stanca del fatto che la nostra Nazione debba preoccuparsi se stiamo offendendo qualche individuo o la sua cultura. Dopo gli attacchi terroristici a Bali, abbiamo sperimentato un aumento di patriottismo da parte della maggioranza degli Australiani. La nostra cultura è stata sviluppata nel corso di due secoli di lotte, processi e vittorie da milioni di uomini e donne che hanno cercato la libertà.

Noi parliamo principalmente Inglese – non Spagnolo, Libanese, Arabo, Cinese, Giapponese, Russo o qualsiasi altra lingua. Pertanto, se desiderate entrare a far parte della nostra società, imparate la nostra lingua!

La maggior parte degli Australiani crede in Dio. Questo non è un concetto politico di destra, ma un dato di fatto; perché gli uomini e le donne cristiane, su principi cristiani, hanno fondato questa Nazione, e questo è chiaramente documentato. E’ certamente appropriato esporlo sui muri delle nostre scuole. Se Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione come vostra nuova casa un’altra parte del mondo, perché Dio è parte della nostra cultura. Accetteremo le vostre credenze, e non vi chiederemo il perché. Tutto quello che vi chiediamo è che accettiate le nostre, e vivere in armonia e in piena pace con noi. Questo è il nostro Paese, la nostra terra, e il nostro stile di vita, e vi permetteremo ogni opportunità per godere di tutto questo. Ma, quando avrete finito di lamentarvi, di piagnucolare e di prendervela con la nostra bandiera, il nostro giuramento, la nostre fede cristiana o il nostro stile di vita, io vi incoraggio vivamente ad approfittare di un’altra grande libertà australiana: il diritto di andarsene. Se qui non siete felici, andatevene. Non vi abbiamo forzato a venire qui. Avete chiesto di essere qui. Quindi accettate il Paese che ha accettato voi.”

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