Lo Spiffero: “Vicende penose, facciamo chiarezza”

“Chi ha usato i fondi per cenare con gli amici ha danneggiato la Politica”

Per Malan (Forza Italia), l’unico modo per contrastare l’onda di indignazione che sta travolgendo la Regione Piemonte è quello di dare conto dei comportamenti: “Così salvaguardiamo gli onesti”.

“Comunque la si veda, sono vicende penose su cui occorre fare chiarezza”. Per Lucio Malan, senatore di Forza Italia, solo dando conto con trasparenza di tutti gli aspetti della Rimborsopoli regionale è possibile contrastare i processi sommari celebrati sulle pagine dei giornali che, con il loro quotidiano stillicidio, puntano a gettare discredito su un’intera classe politica locale: «Da garantista, ritengo che solo la massima trasparenza possa salvaguardare quei consiglieri ingiustamente additati al pubblico ludibrio, distinguendoli da quanti si siano eventualmente macchiati di comportamenti assai poco commendevoli».

Insomma, parafrasando una massima evangelica, per il barbet berlusconiano bisogna separare il loglio dal grano. «È comprensibile l’indignazione verso vicende che, se confermate, minano la credibilità delle istituzioni e alimentano il risentimento dei cittadini». Anzi, paradossalmente, «è la Politica a essere stata danneggiata dall’uso distorto dei fondi che, ricordo, servono per l’attività sul territorio. Se qualcuno, invece di utilizzare quei soldi per fare iniziative, organizzare un convegno o promuovere atti legislativi, li ha spesi per andare a mangiare con gli amici, ha arrecato un danno duplice: alla comunità e al suo stesso partito».

Nelle prossime ore, assicura Malan, «faremo un’analisi seria e approfondita con i nostri assessori, i consiglieri regionali e il gruppo dirigente». Di fine anticipata della legislatura, per ora, non se ne parla nemmeno: «Dobbiamo spiegare ai piemontesi che, nonostante l’enorme debito ereditato dall’amministrazione guidata dal centrosinistra, abbiamo dato una svolta al governo della Regione, anzitutto salvandola dal default. Non possiamo consentire che tutto venga travolto da vicende penose, ma che riguardano una parte dei 60 consiglieri regionali. Dobbiamo dare risposte sui temi cruciali che interessano il Piemonte e non arroccarci».

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