ELECTION DAY. MALAN (FI): COMPATIBILE CON IL RISPETTO DELLO SHABBAT

“Contrariamente a quanto afferma la senatrice De Petris, non c’è nessun affronto per gli Ebrei nel votare sabato e domenica.

Quando, mesi fa, prospettai questa ipotesi, pensai subito ai cittadini di religione ebraica ma constatai che per loro non ci sarebbe stato alcuna differenza rispetto al passato. Infatti, possono andare a votare dopo il tramonto di sabato e nella giornata di domenica. Avranno addirittura più tempo di quando si votava solo la domenica.

Ho anche pensato al problema di coloro che fanno parte del seggio, presidente e scrutatori. Anche qui non cambia nulla, perché già prima dovevano iniziare il lavoro preparatorio il sabato e pertanto l’impegno era incompatibile con l’osservanza dello shabbat.

La senatrice dice di non capire perché non si vota la domenica e il lunedì. La ragione è molto semplice: la norma europea non consente di votare dopo la domenica sera, e concentrare tutto il voto nella sola domenica avrebbe comportato problemi di sovraffollamento come quelli che si verificarono nel 1999 quando l’election day lo fece l’Ulivo. Spero nella buona fede della collega De Petris e che la sua uscita non sia strumentale. Le ricordo tuttavia che il suo compagno di schieramento Scalfaro nel 1994 fissò le elezioni durante la Pasqua ebraica e, pur prolungando il voto fino al lunedì sera, gli ebrei osservanti ebbero solo pochissime ore su due giorni per votare. Non mi risulta che Scalfaro abbia violato la legge 101/89. Ha fatto ben altro, ma questo no”.

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