“Siamo stati carenti sull’informazione specifica e capillare. A livello locale, non credo che le nostre amministrazioni siano riuscite a far passare una immagine chiara di ciò che stavano facendo. A ciò aggiungiamo che la Sinistra non perde occasione per ribaltare ogni problema a livello nazionale – penso, per esempio, al caso dei rifiuti in Campania. E, proprio nel Sud, dove abbiamo fatto provvedimenti che riguardano il sociale e il locale, l’informazione nei confronti degli elettori non è stata adeguata: non abbiamo saputo comunicare.
La difficoltà nostra, in generale, sta nel riuscire a motivare gli elettori. Ancora più complicato è farlo per le Regionali, motivando un cittadino milanese, torinese o romano per il quale l’orizzonte è il Comune e lo Stato: Ii ruolo della Regione non è percepito nella Città.
Sebbene l’affluenza alle urne sia stata simile a quella di cinque anni fa, è diversa la tipologia di persone che non è andata a votare. Questa volta non c’è stato l’astensionismo di Sinistra. Il tre per cento circa che l’altra volta si è astenuto, questa volta ha votato a Sinistra. A questa cifra si è aggiunto l’astensionismo di oggi – fatto soprattutto di persone di destra – e questo sì, fa la differenza.
Infine, se Forza Italia ha perso punti è anche perché paga il ruolo di essere Maggioranza di Governo: sugli statali, come su tante altre cose, abbiamo dovuto dire di no. E non riusciamo né a trasmettere che abbiamo un ruolo di mediazione tra gli alleati della CdL, né a far percepire le nostre priorità perché diamo la precedenza a quelle degli altri. La Lega ha come obiettivo il Nord, UDC e AN hanno la famiglia e lo sviluppo del Sud, e noi? Noi siamo quelli che cercano l’equilibrio, ma non riusciamo a far arrivare il messaggio che è anche merito nostro se dei traguardi sono stati raggiunti”.
