GIUSTIZIA. MALAN (FI): INTERROGAZIONE SU INCREDIBILE DETENZIONE DI SCARAMELLA

Il senatore Lucio Malan ha presentato una interrogazione al Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, sulla lunghezza e le condizioni della detenzione di Mario Scaramella.

Nel merito, il senatore Malan ha dichiarato:

“Nel silenzio quasi assoluto della politica e dei media, un uomo incensurato che ha ricevuto attestati di riconoscenza per la collaborazione alla giustizia da parte di Scotland Yard, è in carcere da 38 giorni, sottoposto a condizioni di detenzione molto simili a quelle dei più efferati criminali di Mafia.

Non può vedere la televisione, non può ricevere giornali o libri, fruisce dell’ora d’aria in un anfratto definito <<cortiletto>>, con visite dei parenti – tra cui due figli in tenera età – limitate a una alla settimana. Dette limitazioni si aggiungono all’isolamento cui è comprensibilmente sottoposto per motivi di sicurezza, determinando, forse volutamente, condizioni psicologiche al limite della normale resistenza umana se protratte per un periodo così lungo.

Tutto questo per il presunto reato di calunnia ai danni di un cittadino ucraino, Aleksandr Talik, che si definisce ex capitano dei servizi segreti russi. La presunta calunnia è costituita da una segnalazione, effettuata di persona dal dottor Scaramella il 14 novembre del 2005, in cui riferiva quanto appreso da Alexander Litvinenko e cioè che un gruppo di armati ucraini, riferibili al Talik, era in Italia per attentare alle persone del senatore Paolo Guzzanti e dello stesso Scaramella. Tale gruppo veniva infatti arrestato a Teramo nella notte tra il 15 e il 16 seguenti, in possesso di granate e relativi inneschi e si trova tuttora in stato di detenzione.

Ciò che è incredibile è che il Talik non è mai stato indagato e, quel che è peggio, nulla è stato fatto dalla magistratura per sentire Alexander Litvinenko, fonte delle notizie riferite da Scaramella. Altrettanto incredibile è che la richiesta di arresto da parte del pubblico ministero sia giunta a più di un anno dalla presunta calunnia, cioè il 7 dicembre 2006, quando Scaramella aveva avuto infinite occasione per inquinare le prove.

Si tratta insomma di una serie di <<casi unici>> su cui il ministro ha il dovere di indagare: un arresto di 38 giorni per la sola ipotesi di calunnia, un arresto a un anno dalla presunta commissione del fatto, un arresto in condizioni di detenzione al limite del sopportabile per un incensurato, senza prove, e per di più di un giudice onorario – dunque già passato al vaglio del CSM come idoneo ad essere magistrato. Chiarisca Mastella, tuteli il diritto o spieghi cosa c’è dietro a questa incredibile situazione, che fa pensare alla giustizia di quella Cina tanto cara a Romano Prodi”.

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