RIFORME ISTITUZIONALI. MALAN (FI): MEGLIO SISTEMA USA CON PARLAMENTO FORTE

“Sorprende vedere Franceschini, che nel referendum del 2006 si schierò contro un modesto rafforzamento dei poteri del premier e per l’intangibilità della Costituzione del 1947, proporre il sistema francese dove il Parlamento è schiacciato dal presidente che nomina il primo ministro e può sciogliere quando gli pare l’Assemblea Nazionale. Quasi l’opposto del parlamentarismo italiano disegnato dall’Assemblea Costituente.

Se si vuole fare una riforma profonda, il sistema migliore per l’Italia è certamente quello americano: con un presidente forte, capo di un esecutivo che resta comunque in carica 6 anni e può realmente incidere sulla macchina amministrativa, bilanciato però da un parlamento altrettanto forte, bicamerale, che con 600 membri controlla realmente il Governo e vota le leggi secondo buon senso e non necessariamente secondo gli schieramenti. Questa idea si concretizzò nella dodicesima legislatura in una proposta di legge firmata da 96 deputati – tra cui Martino, Biondi, Pisanu, Vito e Urso – e nel 2004 in un maxi emendamento di Franco Bassanini presentato durante la riforma costituzionale della Casa delle Libertà”.

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