MES, Malan (FI): Divisioni Governo si riflettono su salva stati. Noi chiediamo di difendere gli interessi dell’Italia nell’Unione europea

Signor Presidente, colleghi senatori, signor Presidente del Consiglio, lei non avrà un compito facile domani e dopodomani al Consiglio europeo cercando di difendere la posizione del Governo italiano e, si spera, dell’Italia. Proprio per questo, lei avrebbe bisogno di rappresentare un Governo e una coalizione uniti per rappresentare fortemente la posizione dell’Italia rispetto ad altri che hanno diversi interessi (né peggiori, né migliori, ma diversi). Invece, purtroppo, lei è a capo di una maggioranza che sull’argomento di cui parliamo oggi in particolare, cioè il Meccanismo europeo di stabilità, e su molti altri è estremamente divisa. Lei è a capo di una maggioranza a oggi – 11 dicembre, venti giorni prima della fine dell’anno – è ancora in una posizione tra un terzo e un decimo del lavoro da fare per la prima lettura in Commissione tra le diverse letture parlamentari che si devono fare per approvare la manovra di bilancio. Anche questo indebolisce la posizione dell’Italia all’estero. Naturalmente la indebolisce per il fatto che su questo tema specifico c’è chi, come abbiamo appena sentito citando il programma del MoVimento 5 Stelle, metteva fino a poco tempo fa al vertice delle priorità economiche l’uscita dall’euro e chi ha idee molto diverse e che fa sempre parte della medesima coalizione. Questo rende più difficile il suo compito.

Noi abbiamo partecipato alla stesura unitaria della proposta di risoluzione del centrodestra e siamo molti soddisfatti del lavoro svolto, perché diamo anche a lei, signor Presidente del Consiglio, degli elementi forti da portare sul tavolo del Consiglio europeo. Lei potrà dire, non su tutti i punti, ma almeno su alcuni di essi, quelli che noi sottolineiamo (noi ci augureremmo che difendesse tutti i nostri punti, ma ovviamente lei dovrà dare retta in primo luogo alla sua maggioranza), che ha l’appoggio non soltanto della maggioranza – forse la maggioranza della sua maggioranza – ma anche dell’opposizione. Questo credo che debba pesare, perché il Governo deve badare agli interessi degli italiani, non soltanto quelli che ci sono oggi e che votano magari domani, ma anche agli interessi a lungo termine, perché qui parliamo veramente del futuro del nostro Paese, anche di chi oggi è giovane o giovanissimo e verosimilmente le nuove regole che verranno approvate se le troverà per il futuro.

Noi abbiamo espresso in modo molto chiaro le nostre priorità riguardo al MES. Chiediamo che non venga menzionata l’esigenza della ristrutturazione del debito, né in modo obbligatorio – com’era effettivamente la prima versione – né in modo discrezionale, e cioè che le autorità preposte possano decidere che in un determinato caso chiedono una ristrutturazione e in un altro caso non la chiedono. Abbiamo infatti visto troppe volte prevalere gli interessi degli altri e non quelli dell’Italia.

Noi abbiamo chiesto, in sostanza, di evitare che l’Italia paghi per interventi del MES con i quali eventualmente non sia d’accordo. Chiediamo dunque di chiedere il voto all’unanimità, perché il Meccanismo attuale non è vero che dà la possibilità di veto all’Italia, ma lo dà solo alla Francia e alla Germania, e questo non ci può evidentemente andare bene. Queste, come quelle dette precedentemente, sono parole espresse in modo chiaro anche da Antonio Tajani, che fino a pochi mesi fa era Presidente del Parlamento europeo, quindi sicuramente un europeista di primissimo piano. Bisogna chiedere che il Parlamento europeo sia coinvolto nel controllo di questi meccanismi finanziari. Bisogna rimediare alla figura di questo direttore generale del MES, una figura potentissima lontana evidentemente dall’espressione dei cittadini. Diversamente, se viene prospettato ai cittadini europei (non soltanto italiani), un direttore generale eletto da nessuno che ha potere di spostare centinaia di miliardi, molto più di Capi di Stato, eletti dai cittadini, è chiaramente evidente che il sentimento dei cittadini si allontanerà dall’Europa. Non ci si potrà poi lamentare che c’è un cattivo atteggiamento nei confronti dell’Europa.

Noi chiediamo che questo sia inserito in un ampio quadro di riforme, in cui per il debito non si tenga conto soltanto del debito pubblico, ma anche di quello privato e del debito delle aziende. Questo favorirebbe di molto l’Italia e sarebbe un criterio più appropriato e più economicamente fondato. Più in generale, chiediamo un ruolo più attivo del Parlamento nel controllo della politica economica dell’Unione europea.

Ma in questo vertice europeo non si parlerà soltanto di questo; ci sono anche altre cose: viene discusso il quadro finanziario pluriennale (sostanzialmente il bilancio dell’Unione europea). Noi le chiediamo certamente di sostenere una transizione verso l’ecosostenibilità, ma non un qualche piano che danneggi la possibilità di sviluppo industriale ed economico del nostro Continente, perché non possiamo accettare misure con cui l’Europa si autoinfligge dei limiti che altri Paesi non si infliggono, per cui peggiorerebbe la nostra competitività e, alla fine, la nostra possibilità di difendere realmente l’ambiente.

Le chiediamo di battersi perché nel bilancio europeo vengano difesi gli interessi italiani, in particolare per il capitolo dell’agricoltura e della pesca, che rischiano dei tagli. Chiediamo più fondi per le infrastrutture, perché sono queste che indubbiamente unificano l’Europa, come ad esempio il TAV (ma è solo un esempio), su cui noi del centrodestra abbiamo le idee molto chiare mentre sappiamo che per altri non è così.

Chiediamo inoltre una maggiore attenzione e più fondi per la gestione dei flussi migratori e chiediamo che si cerchi di dare all’Europa una politica vera rispetto all’Africa, alla Cina, al Venezuela ed a Israele. Come ha detto il senatore Salvini (ho molto apprezzato questo passaggio), su troppi argomenti, e parliamo per esempio di Venezuela, di Cina e anche di Israele, l’attuale maggioranza ha espresso posizioni assai disomogenee, per essere ottimisti, e anzi chiaramente contraddittorie.

Chiediamo anche più trasparenza, nel bilancio europeo, per quanto riguarda il finanziamento alle organizzazioni non governative; nell’ultimo quadriennio sono stati dati oltre 11 miliardi alle organizzazioni non governative, senza trasparenza e senza che si possano conoscere in dettaglio i percettori di questi fondi e i piani che vengono portati avanti.

Le chiediamo poi una posizione appropriata sulla Russia, come hanno già detto i colleghi che sono intervenuti, perché abbiamo tutti l’interesse, in particolare l’Italia, a superare l’attuale situazione di contrasto tra l’Unione europea e la Russia, e le chiediamo di difendere gli interessi dei nostri cittadini nel Regno Unito.

In una parola, le chiediamo di difendere gli interessi dell’Italia nell’Unione europea. Noi come Forza Italia l’abbiamo sempre fatto, l’ha fatto Silvio Berlusconi in tutti i suoi ruoli e continuiamo a farlo. Per noi l’Unione europea è un quadro del quale ci sentiamo parte, ma, proprio perché ci sentiamo parte, riteniamo che l’Italia abbia il dovere di far valere gli interessi degli italiani. Chiediamo anche a lei di farlo, sapendo che il Governo che verrà dopo il suo sarà un Governo di centrodestra, sul quale abbiamo le idee chiare. Ma sappia che già oggi l’appoggeremo su quello che farà anche sui punti in cui noi ci impegniamo.

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