Missione in Afghanistan, linea ferroviaria Torino-Lione, DICO e legge elettorale: il Governo inganna i propri elettori o tutti gli altri?

Intervento in Aula sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri

Signor Presidente, Colleghi senatori, Signor Presidente del Consiglio,

abbiamo ascoltato le sue dichiarazioni, con cui ha illustrato le priorità per questa che dovrebbe essere una nuova fase di Governo. Accanto ad alcune enunciazioni generiche, che del resto rimandano al programma di Governo (e, per questo motivo, non potevano andare nel dettaglio, soprattutto perché si sarebbe rischiato di urtare la sensibilità di qualcuno dei numerosi Partiti che compongono la sua coalizione), ne abbiamo ascoltate alcune abbastanza precise: un impegno preciso per il proseguimento della missione in Afghanistan e un impegno preciso per la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione.

Su questi due argomenti qualcuno, evidentemente, alla fine dei giochi resterà ingannato. Sulla missione in Afghanistan potrebbero restare ingannati coloro che effettivamente vogliono che essa sia proseguita con l’appoggio vero della Maggioranza di Governo. Francamente, non credo che questo succederà, anche perché sappiamo che la maggioranza in generale del Parlamento è certamente favorevole a tale missione. Probabilmente, allora, resteranno ingannati gli elettori che hanno votato per certi Partiti che, sulle missioni militari all’estero (e, in particolare, sulla missione in Afghanistan), si sono pronunciati contro in modo estremamente forte e costante. Abbiamo sentito in quest’Aula soltanto la settimana scorsa, quando vi è stato il dibattito sulle dichiarazioni del Ministro D’Alema, affermazioni anche sconcertanti ma certamente coerenti con quanto viene detto nelle manifestazioni e con quanto è stato detto nella campagna elettorale. Abbiamo sentito enunciare le gloriose vittorie dei compagni vietnamiti che hanno sconfitto gli americani, identificati con la parola marines. Un collega senatore di Rifondazione comunista che ha detto ciò ha anche affermato che gli Italiani in genere non vogliono i marines. Nei suoi impegni, Signor Presidente del Consiglio, c’è invece il proseguimento della missione in Afghanistan. Non è menzionato, ma è evidente che, non essendoci nulla di nuovo, si proseguirà con l’ampliamento della base militare di Vicenza. Pertanto, dobbiamo concludere che rimarranno ingannati quegli elettori. Mi chiedo (anzi, temo già di saperlo) come si comporteranno quei senatori che così fortemente, in modo così convinto, con argomenti anche molto forti si sono pronunciati contro questa missione, che abbiamo sentito definire come “missione di guerra”, come “missione di aggressione”. Abbiamo sentito definire le basi americane in Italia come “basi di guerra”: figuriamoci le basi in Afghanistan! Ebbene, immagino che quei senatori voteranno a favore di tali “basi di guerra”, come pure della missione che si svolge fianco a fianco degli odiati, da loro, marines, al contrario di quanto hanno detto ai loro elettori e alle persone che sono andate con loro ai comizi.

Riscontriamo un discorso molto simile anche rispetto alla linea ferroviaria Torino-Lione. Pure leader di Partito, come l’attuale Ministro Pecoraro Scanio, sono andati in Val di Susa a dare il loro pieno e incondizionato appoggio a chi, sia della Val di Susa che proveniente da fuori, manifestava contro quella linea ferroviaria. Va anche ricordato che la maggior parte di loro si oppone in ogni caso. Si dice che si realizzerà questa linea ferroviaria, specificando che ci sarà un dialogo: certo, è giusto, ci mancherebbe che non ci fosse! C’è stato dialogo con il Governo Berlusconi e deve continuare con questo Esecutivo, in qualunque caso si realizzi un’opera pubblica importante che coinvolga l’ambiente e la vita dei cittadini di una certa area. Tuttavia, dopo il dialogo bisognerà pervenire a una decisione che, alla fine, o dovrà andare nel senso della realizzazione di tale linea, dunque vorrà dire aver ingannato tutti coloro che hanno votato certi Partiti perché si sono schierati esplicitamente contro questa opera infrastrutturale, quasi come una bandiera; oppure vorrà dire imbrogliare chi reputa che tale linea deve essere costruita. In un dibattito precedente alle elezioni, ricordo di aver sentito enunciare dal segretario dei Democratici di Sinistra della mia Regione che quella linea porterà decine di migliaia di occupati per il solo fatto che incrocia la direttrice Genova-Rotterdam. Dunque, verranno ingannati gli uni o gli altri: gli esponenti politici favorevoli a quella linea o quelli che vi si oppongono.

Infine, qualcuno resterà ingannato su un altro argomento, cioè sulla questione dei DICO – così come sono stati ribattezzati dal disegno di legge del Governo. Essendovi state dichiarazioni impegnative su questo, siamo in attesa di capire se i DICO non sono stati menzionati nelle sue dichiarazioni perché sono stati accantonati o perché si dà per scontato che proseguano il loro iter. Va ricordato che il senatore Andreotti ha preannunciato un suo probabile supporto alla richiesta di fiducia del Governo perché nei 12 punti del suo programma non ci sono i DICO. Allora, anche in questo caso qualcuno sarà ingannato: chi sostiene il Governo perché sembra mettere da parte questa proposta o chi ritiene che questa proposta vada avanti.

Alla fine, bisognerà pervenire a qualche forma di verità; la verità che, purtroppo, insieme alla coerenza, sembra diventata una merce rara, al punto che coloro che in Aula si sono espressi conformemente a come si sono pronunciati nei comizi e nelle manifestazioni sono stati duramente attaccati, anche quasi dal punto di vista fisico.

Concludo affrontando il tema della legge elettorale, su cui c’è stato un passaggio molto forte. Lei ha ricordato che occorre una legge elettorale che renda possibile la scelta della coalizione, del Partito, del programma e del candidato Primo Ministro: tutti elementi già presenti nell’attuale legge che ha introdotto il candidato Primo Ministro e il voto al Partito, mentre prima bisognava scegliere il Partito che i segretari della coalizione decidevano di presentare in ogni collegio. Di conseguenza, siamo in attesa di sapere quale mirabolante trovata potrà introdurre una cosa che, in realtà, la nostra legge ha già previsto, assicurando la governabilità alla Camera ma non garantendola completamente al Senato, perché ricordo che, in questa Camera, la nostra coalizione ha ottenuto 200.000 voti in più di quella che attualmente governa.

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