Mozione a prima firma Malan per lo scioglimento dell’Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia (UCOII)

Undici senatori di Forza Italia – Malan, Stracquadanio, Amato, Barelli, Bonfrisco, Burani Procaccini, Carrara, Guzzanti, Pastore, Pianetta e Piccone – presenteranno all’immediata riapertura dei lavori parlamentari una mozione che chiede lo scioglimento dell’UCOII in base alla Legge Mancino.

Mozione per lo scioglimento dell’UCOII

Nella mozione – oltre al testo dell’inserzione pubblicitaria sul Quotidiano Nazionale per la quale la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo dopo l’esposto di Malan e Stracquadanio – sono richiamati documenti e affermazioni dell’UCOII e dei suoi dirigenti in cui emerge l’incitamento all’odio verso lo stato di Israele e gli Ebrei in generale, insieme alla giustificazione degli atti terroristici degli estremisti islamici, come conferma il rifiuto opposto alla richiesta di condanna dell’inserzione sul QN avanzata dal ministro Amato nella riunione della Consulta per l’islam italiano.

Gli undici senatori azzurri chiedono, perciò, che il Governo dia attuazione al comma 3 dell’articolo 3 della legge Mancino del 1993 che vieta espressamente ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Lucio Malan ha dichiarato: “Proprio perché crediamo nel dialogo con tutti coloro che intendono rispettare le leggi del nostro Paese, non possiamo far finta di nulla nei confronti di chi fa il contrario. È chiaro che l’UCOII punta all’egemonia tra gli islamici d’Italia cavalcando il più clamoroso estremismo. Chiediamo al Governo di non sottrarsi alle sue responsabilità”.

Giorgio Stracquadanio, a sua volta, ha dichiarato: “Noi chiediamo l’applicazione della Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale dell’ONU del 1966, che l’Italia ha ratificato prevedendo il divieto delle associazioni che incitano alla discriminazione razziale. L’UCOII è una di queste, come ha ampiamente dato prova in questi anni e confermato in queste ultime settimane. A chi ci accuserà di voler comprimere la libertà di religione o di espressione rispondiamo che è la predicazione e l’azione dell’UCOII a minacciare la libertà di tutti noi, con il controllo delle moschee e l’indottrinamento filo-terrorista degli islamici che le frequentano”.

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