PdL Senato: “Telemarketing. Malan: Un ddl per dire no a telefonate indesiderate”

Senatore Malan, una famosa pubblicità diceva: “Una telefonata ti allunga la vita….”, a volte però può far anche innervosire…

“Sì, è vero. Da quando è stato introdotto anche in Italia il telemarketing, può essere antipatico rispondere al telefono. Ed è proprio per questo che è stato presentato un ddl bipartisan, che ci auguriamo risolverà il problema delle telefonate indesiderate a scopo promozionale. La proposta prevede anche per il nostro Paese la creazione di un registro pubblico, gestito dal Garante della Privacy, nel quale si potranno iscrivere tutti gli abbonati che non desiderano ricevere comunicazioni a fini commerciali. L’introduzione di tale modello, opt-out con lista pubblica – dove opt sta per option, cioè opzione di uscita – è già in uso in Francia e Regno Unito e porterebbe l’Italia in linea con lo sviluppo europeo del comparto. In un certo qual modo, si liberalizza il mercato e si tutela il cittadino”.

Come si difendono oggi gli utenti dal telemarketing?

“Attualmente, a tutelare i cittadini dalle telefonate ‘selvagge’ esiste una norma, estremamente restrittiva, che come tale non viene osservata. La legge in vigore prevede che ci sia un consenso scritto da parte dell’utente, che autorizza una o tutte le aziende a effettuare telefonate promozionali. Accade, però, che la maggior parte degli operatori troppo spesso finge di aver ricevuto questa autorizzazione, aggirando quindi la norma con dei pretesti, e gli utenti continuano a ricevere telefonate che violano la loro privacy”.

Cosa accadrà con il nuovo ddl?

“La nostra proposta vuole introdurre una norma più liberale dell’esistente. A mio avviso, è inutile produrre regole severissime che poi non si rispettano: meglio quelle ragionevoli e facili da ottemperare. La creazione, come detto, di un elenco di utenti che non può essere oggetto del telemarketing ci sembra lo strumento adeguato per tutelare i cittadini. Si dice: ‘non voglio in nessun caso ricevere telefonate di carattere commerciale, promozionale, informativo’ oppure: ‘accetto di riceverle solo da alcune aziende’, alle quali si è dato naturalmente il consenso, o ancora: ‘sono interessato solo a certi settori commerciali’. Questo elenco sarà consultabile da parte di tutte le aziende e ci saranno sanzioni reali e applicabili in caso di violazioni. In altre parole, chi sarà iscritto a questo elenco e continuerà a ricevere telefonate basterà che segnali con una certa precisione l’ora alla quale ha ricevuto la comunicazione e il numero del chiamante per far scattare le ammende. Ritengo che questo elenco rappresenti un vantaggio per gli utenti e, soprattutto, per le aziende. Perché è interesse dello stesso operatore contattare utenti che, anche solo in linea di principio, sono interessati. Inoltre, vogliamo introdurre il criterio che per gli operatori sia obbligatorio avere un numero identificabile per le chiamate di promozione commerciale”.

Sparirà anche la possibilità della cosiddetta ‘prima telefonata’?

“Nel decreto milleproroghe, di cui sono stato relatore, era stata introdotta una proroga alla possibilità per le aziende di effettuare, per così dire, la prima chiamata. Una decisione obbligata perché ci siamo resi conto che la norma attuale non era efficace ma, soprattutto, poteva avere delle conseguenze molto pesanti dal punto di vista occupazionale nei call center, che per molti rappresentano l’unica alternativa alla disoccupazione. Noi vorremmo che la norma che abbiamo proposto venisse approvata in tempi rapidi, in modo da porre rimedio in modo radicale a questa disciplina”.

Sono previste multe alle aziende che non rispettano la normativa?

Sì: gli operatori scorretti pagheranno pesanti sanzioni, che vanno da 6.000 a 36.000 euro per ogni singola violazione e che possono raggiungere somme più elevate in caso di recidiva”.

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