PENSIONI. MALAN (FI): RENZI ROTTAMA ANCHE LA CORTE COSTITUZIONALE

“Con la decisione sulle pensioni, Matteo Renzi ha deciso di rottamare anche la Corte Costituzionale. Una sentenza gli impone di restituire 18 miliardi ai pensionati? Lui ne dà poco più di 2 e ancora si lamenta. Ma il PD non si fa passare per il partito della legalità? Quando arrivò la scandalosa sentenza della Cassazione contro Berlusconi, sconfessata apertamente da una sentenza successiva, Renzi fu lesto a dichiarare il ‘game over’ per il leader più votato nella storia d’Italia, in applicazione di un decreto contra personam. E, apprestandosi a diventare il presidente del Consiglio meno votato della Storia, è stato molto lesto nell’approfittare di una sentenza della Corte Costituzionale per farsi una legge elettorale per i suoi comodi. Ora, però, che la Consulta non gli fa comodo, delle sue sentenze si fa beffe.

Ancora più scandalosa è l’entità della cosiddetta indicizzazione delle pensioni. Già non si capisce in base a cosa Renzi la fa partire solo dal 2016, cioè tra sette mesi. Quanto tempo ha un contribuente se lo Stato dice che ha pagato troppo poco di tasse? Poche settimane, e deve pagare sanzioni, interessi e quant’altro. Renzi invece paga un decimo e, intanto, per sette mesi continua a dare meno del dovuto. E quanto è questa ‘indicizzazione’? Sulla base delle cifre date da Renzi, si tratterà di meno di un quinto del dovuto per chi ha una pensione di 1700 euro lordi mensili, un dodicesimo del dovuto per chi sta a 2200 euro, un ventiquattresimo per chi è a 2700.

Inaccettabile poi l’argomentazione di Renzi, secondo la quale “oggi si lamenta chi quella legge l’ha votata”, quando sappiamo bene che quella legge fu imposta al Parlamento con il ‘prendere o lasciare’ della fiducia – che lui conosce bene – dal suo principale mentore Giorgio Napolitano, attraverso Mario Monti, sull’onda del complotto per fare fuori l’ultimo Governo espresso dagli elettori, che il PD ha sostenuto incondizionatamente.

Infine, l’argomento che ‘i denari’ da dare ai pensionati bisognava toglierli all’assistenza, agli stipendi, è un’ulteriore mistificazione: pensiamo ai 5 miliardi all’anno per gli 80 euro elettorali, al miliardo per estendere il bonus bebé agli extra-comunitari, ai 2,6 miliardi dati dal suo compare Monti alla Morgan Stanley – sui quali Renzi si è rifiutato di costituire il Governo parte civile per farseli restituire – ai 16 miliardi di regalo fatto con la proroga delle concessioni autostradali. Sono questi i soldi che mancano da dare ai pensionati e per ridurre le tasse”.

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