Proseguono i regali del Governo alle società concessionarie autostradali degli amici

Ancora niente gare: le concessioni di tre società che fanno capo al Gruppo Gavio vengono fatte scadere per prorogare a condizioni di favore e incassare altre centinaia di milioni

Interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

 

Premesso che:

la concessione dei 155,8 chilometri di tratte autostradali piemontesi della società Ativa SpA è scaduta il 31 agosto 2016; tale concessione ha registrato nel 2015 ricavi per 140,1 milioni di euro, di cui 72,1 di margine operativo lordo;

la concessione dei 164,9 chilometri dell’autostrada Torino-Piacenza scade il 30 giugno 2017; tale concessione ha registrato nel 2015 ricavi per 188,8 milioni di euro, di cui 114,2 di margine operativo lordo;

la concessione dei 154,9 chilometri dell’autostrada Ligure-Toscana il 31 luglio 2019; tale concessione ha registrato nel 2015 ricavi per 198,7 milioni di euro, di cui 119,5 di margine operativo lordo;

è noto che il tempo necessario in questo settore dall’indizione di una gara all’assegnazione è di almeno 2 anni, con numerose eccezioni, tutte per eccesso, come la gara per l’autostrada A22 del Brennero – indetta nel 2010 e fatta finire nel nulla nel 2016 a causa dell’intervento del Governo – o quella per l’autostrada Asti-Cuneo, decisa nel 2000, indetta nel 2003, assegnata nel 2005 e resa operativa solo del 2007;

il 23 luglio 2014, nella seduta delle Commissioni riunite 10a e 13a del Senato, fu accolto l’ordine del giorno G/1541/24/10 e 13 a firma dell’interrogante e dei senatori Piccoli e Cuomo, che impegna il Governo, nel contesto del rafforzamento della competitività e della concorrenza anche nel settore delle concessioni autostradali, ad avviare entro il 31 dicembre 2014 le procedure delle gare per l’assegnazione delle concessioni autostradali scadute entro il 31 luglio 2014 ed entro il 30 giugno 2015 per le concessioni in scadenza entro il 30 giugno 2017, che è il caso di Ativa e della Torino-Piacenza; tale impegno non è stato mantenuto dal Governo;

il nuovo Codice degli Appalti di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, all’articolo 178, comma 3, stabilisce che, per le concessioni autostradali in scadenza entro 24 mesi dall’entrata in vigore del decreto stesso, le procedure per la gara ad evidenza pubblica vanno indette nel più breve tempo possibile; purtroppo i commi 2 e 5 dello stesso articolo stabiliscono, altresì, che – nel caso in cui le procedure non siano state completate alla scadenza della concessione precedente – la stessa prosegue sulla base delle condizioni contrattuali previgenti, cioè senza tener conto del fatto che con lo spirare del tempo previsto della concessione tutti gli investimenti dovrebbero essere ammortizzati e, pertanto, tutto il margine operativo lordo dovrebbe diventare utile; in pratica, si tratta di una proroga a condizioni di estremo favore;

il Ministro in indirizzo ha più volte affermato che l’assegnazione delle concessioni mediante gara è la regola e non l’eccezione, e in particolare, nella seduta di svolgimento di interrogazioni a risposta immediata del 26 maggio 2016 al Senato, ha assicurato che erano già state avviate le procedure per le gare relative a Ativa e alla Torino-Piacenza;

ad oggi, tuttavia, non si ha notizia di alcun passo decisivo in tal senso, ed è ormai da tempo chiaro che i ritardi accumulati porteranno all’applicazione di quella sorta di proroga implicita prevista dall’art. 178;

ipotizzando un utile pari al 5 per cento dei ricavi – quota ampiamente remunerativa, specie in relazione all’ingente entità dei ricavi stessi e al basso rischio connesso – è noto oggi che ogni giorno che trascorre consente al concessionario un ulteriore utile di 178.000 euro per Ativa e 287.000 per la Torino-Piacenza, ovvero 5,4 e 8,7 milioni di euro al mese – cifra che potrebbe essere pressoché azzerata a vantaggio degli utenti o dell’erario, fermo restando che questo calcolo prevede un utile del 5 per cento;

il comma 4 dell’articolo 178 del nuovo Codice degli Appalti prevede, inoltre, che ordinariamente vanno indette le procedure per le gare di appalto almeno 24 mesi prima della scadenza della concessione; per l’autostrada Ligure-Toscana, dunque, si è ormai a 9 mesi da tale scadenza e sarebbe opportuno un anticipo piuttosto che un ritardo, in presenza del quale, alla luce dei criteri descritti, si realizzerebbe un ingiustificato super-utile per il concessionario di 300.000 euro al giorno, ovvero oltre 9 milioni di euro al mese;

in tutti e tre i casi citati, la società concessionaria fa capo al Gruppo guidato dai fratelli Gavio, più volte indicati dalla Stampa come finanziatori degli eventi dell’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi; in nessuno dei 3 casi la concessione è stata conferita a seguito di gara,

si chiede di sapere:

per quale motivo non siano ancora partite le gare per l’assegnazione delle concessioni della rete Ativa e dell’autostrada Torino-Piacenza, pur essendoci in tal senso anche un impegno del Governo risalente al 23 luglio 2014;

quando partiranno le gare per le concessioni della rete Ativa, dell’autostrada Torino-Piacenza e dell’autostrada Ligure-Toscana.

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