REFERENDUM. MALAN (FI): CONFINDUSTRIA VUOLE PIÙ LEGGI, SCRITTE DAI BUROCRATI

“Il paper di Confindustria dimostra l’inutilità della riforma che tanto sostengono. Le leggi che interessano al Governo vengono approvate rapidamente, tranne quando il Governo stesso preferisce tenerle ferme per motivi suoi. Va ricordato agli scienziati di Viale Astronomia che i decreti legge non entrano in vigore dopo i 60 giorni necessari alla conversione in legge ma il giorno dopo la loro pubblicazione, dunque la media ai fini dell’entrata in vigore è assai meno dai 116 giorni da loro indicati.

Dovrebbe poi essere noto che coloro che si occupano di fare impresa temono le continue piogge di nuove norme e non auspicano di certo un Parlamento che sforni nuove leggi fatte in fretta e furia – come promettono I trombettieri del ‘sì’. Senza dubbio, però, gli imprenditori che vivono soprattutto di privilegi fiscali e regalie governative mentre trasferiscono all’estero i posti di lavoro non vedono l’ora che le norme, dagli accoglienti (per loro) uffici deI burocrati ministeriali, vadano quasi direttamente in Gazzetta Ufficiale dopo un formale passaggio in una Camera dominata da un solo Partito e, più che altro, da un solo uomo.

Ai signori di Confindustria va segnalato che il Financial Times, che è come Il Sole 24 Ore solo che non è in perdita, ha rilevato che il Parlamento bicamerale italiano fa più leggi di quelli francese, tedesco e inglese. Quanto ai ricorsi alla Consulta, non c’è ragione che diminuiscano con la riforma, poiché si passa da legislazione concorrente con i principi fondamentali riservati allo Stato a una legislazione ‘esclusiva’ sulle disposizioni di principio. Un giochino con le parole che non risolverà i problemi, cui si aggiungeranno infiniti ricorsi a proposito dei vari tipi di procedimento legislativo introdotti dal mostruoso nuovo articolo 70. Da Confindustria ci si dovrebbero aspettare suggerimenti sulle migliaia di norme da disboscare anziché improbabili consigli costituzionalistici e la richiesta di tempestare cittadini e imprenditori di più leggi e scritte più in fretta – se volessero tutelare gli eroi che ancora fanno impresa nel nostro Paese”.

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