Moria delle api: alcune norme contrastanti rischiano di azzerrare gli sforzi per combatterla

“Salvare le api, gli apicoltori e la Natura”

Interrogazione al Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali

Premesso che:

il fenomeno della moria delle api continua a manifestarsi con importanti conseguenze sugli apicoltori e le attività apistiche in generale;

è stato molto importante la conferma, da parte del Ministro della Salute, della sospensione dell’uso dei neonicotinoidi, così come l’attivazione di una rete di monitoraggio, con una serie di importanti servizi, come le squadre di pronto intervento, che operano in stretto raccordo con le ASL, sotto il coordinamento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, centro di referenza nazionale per le api;

restano tuttavia altre difficoltà, come la varroa, acaro parassita contro il quale nessuno dei farmaci consentiti è efficace;

inoltre, le norme in vigore prevedono il limite zero alla presenza di antibiotici nel miele, a differenza degli altri alimenti dove quantità minime sono consentite; tale disparità è irrazionale anche in considerazione del fatto che il miele viene consumato in piccole quantità; inoltre, si è dimostrato che minime quantità di antibiotici possono anche essere riscontrate in miele prodotto da api cui non sono mai stati somministrati, ma vivono, ad esempio, nei dintorni di una stalla con animali che hanno assunto tali farmaci, del tutto legalmente;

tali norme, pertanto, impongono pertanto contemporaneamente: il divieto dei farmaci efficaci, lo sterminio delle api che di conseguenza sono malate, la distruzione del miele nel quale siano rilevabili quantità di antibiotici assai inferiori a quelle consentite in alimenti di assai maggior consumo;

per sapere:

quali provvedimenti si intendono prendere per la tutela di questo importante settore produttivo, che dà occupazione a migliaia di lavoratori, e per le api in generali, la cui funzione è insostituibile nella riproduzione dei vegetali.

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