GIUSTIZIA, MALAN (FI): VOLETE AZZERARE LA SPESA CHE RIFONDE LE PERSONE DANNEGGIATE DALLA IRRAGIONEVOLE DURATA DEI PROCESSI. POI AVETE APPROVATO LA CANCELLAZIONE DELLA PRESCRIZIONE

Signor Presidente, colleghi senatori, al Ministro della giustizia dico che abbiamo ascoltato con molta attenzione la sua relazione. Per questo motivo abbiamo preso buona nota di alcuni punti principali e quello che più mi ha colpito, perché si è verificato sin dalla prima fase del suo intervento, è stato il fatto di aver citato fin dall’inizio il contratto di Governo. Lo ha poi citato diverse altre volte, ma non ha mai citato la Costituzione. Io spero che la Costituzione sia nel suo cuore e nei suoi ragionamenti. A volte, però, quello che è nel cuore dovrebbe anche emergere nel proprio dire.

Nella Costituzione vi sono alcuni princìpi che discendono da quello di realtà e di saggezza: ad esempio, quello secondo cui non tutti gli imputati sono colpevoli. Molto spesso non tutti i condannati sono colpevoli: talvolta non lo sono neanche tutti i condannati alla fine dei tre gradi di giudizio. Gli ultimi capitoli dei quattro Vangeli offrono un esempio storico di ciò che sto dicendo, ma ce ne sono di molto più recenti e che pesano molto di più sulla nostra giustizia.

Un altro punto è che noi abbiamo condiviso alcuni propositi che lei ha manifestato ma poi osserviamo che, dal manifestare questi propositi al metterli in pratica, c’è stato o un blocco oppure, addirittura, si è andati in direzione opposta.

Iniziamo dalla questione della rapidità della giustizia, sia penale che civile. Su quella penale lei ha addirittura manifestato un proposito ambiziosissimo. Ha detto che vuole azzerare il capitolo di spesa della rifusione dei danni attraverso la legge Pinto, che è quella che rifonde i danni alle persone che sono state danneggiate dalla irragionevole durata del processo: addirittura, li vuole azzerare. Poi, però, voi avete approvato la cancellazione della prescrizione, che va contro i princìpi della Costituzione e contro i princìpi internazionali visto che, già prima di questo provvedimento, siamo stati più volte condannati a livello internazionale per l’irragionevole durata dei nostri processi. Così però si dice una cosa e poi si fa esattamente l’opposto. Questo problema non riguarda solo il fatto di pagare i danni. Magari fosse solo quello il problema!

Il problema – e anche di questo non abbiamo sentito parlare – è che ogni anno entrano nelle carceri italiane migliaia di persone, che poi la giustizia italiana dichiara innocenti. Questo sarebbe un problema di cui occuparsi. Non ne abbiamo sentito parlare, perché l’unico problema è perseguire una persona magari per trenta o quaranta anni, anziché arrivare a condanne in tempi ragionevoli. Basterebbe leggere Cesare Beccaria che scriveva duecentocinquanta anni fa; cerchiamo di aggiornarci almeno alla metà del XVIII secolo, non torniamo più indietro di quello.

Ebbene quelle persone innocenti, che subiscono un processo e che non vedono mai arrivarne la fine, magari perché qualcuno appositamente non lo fa finire. Le leggi e i princìpi costituzionali sono fatti nel presupposto che non tutti siano perfetti e può anche darsi che qualche magistrato non sia perfetto. Gli arresti negli ultimi giorni ne costituiscono esempi anche abbastanza notevoli. Se un magistrato vuole protrarre all’infinito un processo.. Un innocente e anche un colpevole devono avere il diritto di arrivare alla fine del processo. La cancellazione della prescrizione – perché a questo siamo arrivati di fatto, se non addirittura di diritto – va esattamente nella direzione opposta. Vuol dire che degli innocenti vengono rovinati in nome del popolo italiano, perché purtroppo questo è quello che avviene; la loro vita è distrutta, così come sono distrutte le loro famiglie e, quando ce l’hanno, le loro aziende; i loro dipendenti si trovano senza lavoro e poi magari, dopo dieci, venti o trenta anni, forse vengono proclamati innocenti. Comunque, sempre ricordando Cesare Beccaria, anche per i colpevoli la punizione deve essere il più possibile vicina al momento della commissione del fatto, anche per evitare di punire persone che ormai sono diverse quando passa troppo tempo, e comunque non costituire alcun deterrente.

Per quanto riguarda la giustizia civile, cito il contratto di Governo che lei giustamente ha citato più volte. Nel contratto c’è una frase che è straordinaria: «occorre velocizzare e snellire il processo civile mediante una semplificazione e riduzione drastica del numero dei riti, limitandoli al rito ordinario e al rito del lavoro». Nella stessa frase si dice che bisogna fare processi più brevi, ma poi si escludono tutti i riti abbreviati, lasciando solo il rito ordinario. Lei ha parlato adesso di questo progetto che speriamo di vedere presto, che dovrebbe mettere in atto lo strano principio contenuto nel contratto di Governo, del processo della formula a fisarmonica. Attenzione che la fisarmonica è uno strumento molto difficile e faticoso da usare, se già adesso con gli strumenti ordinari, abbiamo quelle lungaggini spaventose, che rappresentano uno dei principali motivi di mancanza di competitività dell’Italia e, in altre parole, del fatto che i posti di lavoro si trasferiscono all’estero; anche se è vero che poi darete il reddito di cittadinanza avendo un decimo dei soldi necessari nel frattempo si perdono posti di lavoro e, senza il lavoro, non si produce e non c’è il denaro per realizzare nessuna delle iniziative che si vorrebbero fare.

La realtà della giustizia di oggi è fatta di tanti aspetti di cui non abbiamo sentito parlare. Penso, ad esempio, alla questione dei minori, sia di quelli fuori famiglia sia dei figli di coppie separate o divorziate. La questione non è stata toccata e addirittura avete chiesto di modificare la nostra risoluzione nella parte in cui si chiede di affrontare il problema, introducendo la formula «a valutare la necessità di». Secondo voi non esistono problemi con i minori fuori famiglia; non esistono problemi di minori di coppie sposate, che magari hanno responso sul loro affidamento e sulla loro situazione dopo anni. Ricordo che un minore si evolve rapidamente e dopo un po’ non è più minore. Ci sono minori affidati a istituti la cui efficacia è spesso dubbia, che vivono praticamente per tutti i loro primi diciotto anni in situazioni provvisorie, senza che vengano rispettate le procedure. E poi ci dite che forse valutate l’opportunità di occuparvi di quel problema.

C’è poi il problema della geografia giudiziaria, che ha fatto bene ad affrontare. Vediamo di arrivare ai fatti perché ormai avete fatto otto mesi completi di Governo. Non è che governerete per cent’anni in questa legislatura. C’è chi parla di tempi lunghi, ma di solito non porta molto bene parlare di tempi lunghi.

C’è il problema dell’edilizia giudiziaria e anche su questo servono i fatti: con tutte le leggi sul raddoppio, quadruplicazione e decuplicazione della pena, dovrete triplicare come minimo l’edilizia giudiziaria. Bisogna farlo perché è paradossale che ci siano detenuti in carcere per avere violato la legge (a volte sono solo in carcere in attesa di processo) e che si trovano in carceri contro la legge, tant’è vero che poi lo Stato italiano viene condannato e devono pagare tutti i contribuenti per queste gravissime carenze.

Ci sono tanti problemi che affrontano i cittadini; ad esempio è stata anche citata da un senatore della maggioranza la questione dell’amministratore di sostegno, una ottima legge approvata in quest’Aula con l’intento di semplificare tutto e invece, (per la sua applicazione sbagliata ho anche presentato un’interrogazione) per avere un sostegno che dovrebbe essere rapidissimo, quasi automatico fatti salvi i dovuti accertamenti, si aspettano molti mesi, anni e a volte molti rinunciano. Anche in questo caso ci sono aziende che chiudono perché non si riesce ad avere un amministratore di sostegno per una persona che non è in grado di esercitare le sue funzioni. Questi sono i veri problemi; non sono quelli della giustizia spettacolo, di fare comunicazione. Per carità, fate comunicazione, siete molto bravi, ma bisognerebbe anche avere qualcosa di concreto da comunicare.

Il Ministro ha parlato di confronto costruttivo con le opposizioni. Sul cosiddetto provvedimento spazza corrotti (in realtà spazza giustizia), sia le opposizioni sia la maggioranza in Senato non hanno potuto modificare nulla e questo è stato anche fatto capire poco fa in un intervento. Su altri provvedimenti, come quello sulla legittima difesa, l’opposizione è stata ignorata, come pure è accaduto per gli emendamenti di buon senso di Forza Italia, che pure poi ha votato il provvedimento. Sulla class action già sappiamo che non ci sarà alcuna possibilità di intervento in Senato, né da parte della di maggioranza né dell’opposizione; in generale non è mai stato approvato un emendamento di Forza Italia in Commissione giustizia e nessun provvedimento da noi richiesto è stato calendarizzato.

Signor Ministro, si è soffermato sulla questione del fallimento, un tema molto importante, e ha fatto considerazioni giustissime, dicendo che bisogna evitare che il fallimento diventi uno stigma, una maledizione, e che bisogna valorizzare quello che c’è nella società. Va bene, però avete allo studio un provvedimento che riguarda le società in difficoltà e poi eventualmente in fallimento, in cui viene inventato un meccanismo inquietante, cioè l’allerta per le società in difficoltà, con l’obbligo per il collegio sindacale di denunciare la difficoltà delle aziende. Si tratta praticamente di un fallimento anticipato delle aziende, perché quale banca presterà più un euro a un’azienda segnalata come in difficoltà? (Applausi dal Gruppo FI-BP). Nessuna banca, perché a sua volta il funzionario rischierà qualcosa. L’Agenzia delle entrate viene anche coinvolta, per cui se un poveretto è in ritardo con un pagamento dell’IVA, magari perché la pubblica amministrazione non gli paga i crediti che ha, questa persona viene segnalata, le banche gli chiudono tutti i fidi e tutte le linee bancarie e questi fallisce. Sono cose terribili, disastrose.

Il punto è che la giustizia (e il governare in generale) è un lavoro molto difficile, molto più difficile che fare dei video, anche musicali. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Signor Ministro, ci risparmi almeno le musiche e compia atti concreti per portare a questo Paese giustizia, di cui ha fame e sete (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni).

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