Volete questo provvedimento immutato e immutabile, come se fosse un testo sacro, anche di fronte a proposte di grandissima apertura

Signor Presidente, il Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC non ha presentato questioni pregiudiziali, perché abbiamo creduto in quanto ci è stato detto anche – vorrei dire – dalla ex maggioranza del Governo precedente, che ci aveva detto di essere disponibile al dialogo più volte: lo ha detto in pubblico e lo ha detto qui nelle Aule del Parlamento.

Abbiamo deciso pertanto di non presentare la questione pregiudiziale, che prevede di non discutere un argomento per lasciare spazio per l’appunto al dialogo, che deve essere fatto nel corso della discussione. Avremmo voluto che questo spazio ci fosse anche in Commissione.

Il presidente Renzi adesso ha giustamente ricordato che c’è il bicameralismo, per cui chiedere al Senato – e un domani in un’altra occasione potrebbe essere la Camera – di rinunciare a fare qualunque intervento, di rinunciare a fare il proprio dovere, dopo che anche molti esponenti della maggioranza presenti in quest’Aula hanno detto che c’erano dei problemi, che c’erano delle cose da correggere, è veramente inaccettabile. Noi dobbiamo fare il nostro dovere; dobbiamo approvare ciò che pensiamo sia giusto e non approvare ciò che pensiamo sia sbagliato, oltre a cambiare ciò che pensiamo sia modificabile.

Tuttavia, la discussione e le questioni si sono evolute in un modo che noi non approviamo veramente in nessun modo. Se c’è il bicameralismo, il bicameralismo comprende anche le Commissioni. La Costituzione dice che ogni provvedimento va discusso in entrambe le Camere nelle Commissioni e nell’Assemblea plenaria. Nelle Commissioni non siamo potuti neppure arrivare agli emendamenti; è vero, abbiamo fatto numerose audizioni, ma non le 170 di cui si è detto e che il centro-destra aveva comunque proposto di ridurre a 70.

Ricordo che su un provvedimento, proprio in Commissione giustizia, nel corso di questa legislatura, sono state fatte 110 audizioni: sono state fatte proprio per volere della parte sinistra di questo emiciclo e nessuno ha protestato, neanche i proponenti di quel disegno di legge. Nessuno ha parlato di violazione, di tempo perso.

Segnalo tra l’altro di passaggio – cosa che mi è stata indicata ottimamente dal senatore Caliendo, che è sistematico e va a cercare le cose, non accontentandosi delle parole vuote – a proposito di disegni di legge che rimangono indietro, che è all’attenzione della Commissione giustizia un provvedimento approvato dalla Camera dei deputati il 18 ottobre 2018, a firma Orlando e Franceschini, quindi non proprio gli ultimi arrivati, ma tra i massimi dirigenti ed esponenti del Partito Democratico. Ebbene, questo provvedimento è rimasto lì.

Non usate dunque questi scandali, questi problemi procedurali a sproposito.

Volete questo provvedimento per ragioni che io davvero non riesco a capire; lo volete immutato e immutabile, come se fosse un testo sacro, anche di fronte a proposte di grandissima apertura. La proposta del presidente Ostellari, ad esempio, era quella di togliere le parole «identità di genere». No, l’identità di genere è intoccabile: senza questo riferimento verrebbero escluse 400.000 persone.

Ma come mai lo stesso onorevole Zan ha firmato una proposta di legge dell’onorevole Scalfarotto che non comprende l’identità di genere? (Applausi). Allora anche Alessandro Zan è un omofobo, un transfobico? Direi che si allarga un po’ il campo e bisognerà fare allora un piano per le prigioni estremamente ampio; se tutti gli omofobi e transfobici, incluso l’onorevole Zan, dovranno andare dentro, direi che forse dovremo attrezzare delle piccole aree del Paese per quelli che stanno fuori dalle prigioni.

Il provvedimento è stato strappato alla Commissione, dove non è vero che le audizioni sono state tutte uguali. Certamente ci sono state delle audizioni che andavano quasi tutte nel senso di modificare il testo; d’altra parte vi sono richieste da settori così ampi della nostra società che necessariamente sono state rappresentate in Senato e nelle audizioni: richieste che, come è stato detto, vanno dalla Segreteria di Stato del Vaticano ad ArciLesbica e direi che il panorama è davvero già molto ampio.

Detto questo, si viene in Assemblea perché ci avete detto: «Non trattiamo: prima fissiamo la data e poi trattiamo». Questo è quello che è stato detto, eppure è stata fissata la data una settimana fa, ma trattative zero. Volete il testo così com’è, con tutti gli errori che anche alcuni di voi, qui presenti, hanno riconosciuto. Di fronte a questo, diciamo chiaramente che le persone oggetto di violenze, di molestie e di discriminazioni reali devono essere protette. Abbiamo presentato un disegno di legge a prima firma della senatrice Ronzulli e a seconda firma del senatore Salvini e abbiamo anche avanzato una serie di proposte ulteriori, che però sono state tutte respinte. Di fronte a questo, penso che se una legge è necessaria, si potrà fare in un’altra fase politica, perché non c’è la minima disponibilità e si va avanti a testa bassa, nonostante settori importanti del centrosinistra: abbiamo infatti appena ascoltato il senatore Renzi, che poi però, purtroppo, non voterà né la pregiudiziale, né la sospensiva. Dunque non sappiamo quando potrà esprimersi lo spazio di trattativa che chiede: rischia di essere solo un flatus vocis, che però non si potrà esprimere. (Applausi).

Pertanto, noi che auspichiamo una soluzione positiva ed equilibrata, di fronte a questo modo di portare avanti il provvedimento in esame siamo davvero molto delusi e vediamo che non è possibile fare un lavoro positivo. Ci troviamo anche in una condizione per cui c’è un accanimento su ogni singola iniziativa portata avanti dal centrodestra. È stato addirittura attaccato il presidente Ostellari, che non avrà fatto probabilmente tutto ciò che alcuni Gruppi hanno chiesto in Assemblea e in Commissione, ma il cui ruolo di Presidente di Commissione dovrebbe essere rispettato. Vorrei sapere infatti quale articolo del Regolamento avrebbe infranto il presidente Ostellari: nessuno! Non è stato detto, ma sono state fatte accuse generiche di menare il can per l’aia, perché forse sarebbe stato parziale. Sappiamo però benissimo che tutti i Presidenti di Commissione appartengono e sono espressione di forze politiche. Colleghi, forse il problema per voi è che la pensi in modo diverso: che poi faccia il Presidente in modo inoppugnabile, per voi non è un problema.

È chiaro che un atteggiamento del genere è un atteggiamento intollerante. Persino la senatrice Unterberger, che è una forte sostenitrice delle istanze che stanno dietro il provvedimento in esame, ha sottolineato l’atteggiamento di animosità, a dire poco, nell’esame di un provvedimento che dovrebbe promuovere la tolleranza e l’accettazione del diverso. Il diverso non è soltanto l’omosessuale o il transessuale, ma anche chi la pensa diversamente (Applausi), che ha diritto a non essere insultato, anche se porta avanti posizione diverse.

Devono essere rispettati i diritti delle famiglie, devono essere ascoltate le associazioni familiari e tutti coloro che sono espressione della nostra società e non solo certe associazioni di un certo tipo, scelte accuratamente. Non si tratta soltanto delle associazioni LGBT, perché tra queste c’è anche Arcilesbica, che però è stata cassata, non è stata sentita, non è stata ascoltata e non si è dato minimamente retta a quanto ha chiesto. Ecco perché voteremo a favore delle questioni pregiudiziali, sia pure a malincuore – sebbene non fosse la nostra preferenza, tant’è vero che non abbiamo presentato una questione pregiudiziale – per tutto quanto è stato portato avanti in queste ore e nella settimana precedente. (Applausi).

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