234 vincitori di concorso per l’immissione nell’Arma aspettano ancora una risposta

Come si ritiene di indenizzarli per i mesi trascorsi? E perché non viene loro corrisposto il TFR, sul quale hanno già versato le imposte?

Terza interrogazione al Ministro della Difesa
Premesso che:

–   il problema della stabilizzazione, ossia la conversione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro, degli Ufficiali in ferma prefissata dell’Arma dei Carabinieri è stato trattato e analizzato già dal 2006 con una serie di provvedimenti normativi, attraverso i quali il legislatore è intervenuto con la finalità di sanare situazioni che si protraggono da lungo tempo e che hanno disatteso il sistema di provvista di personale nelle pubbliche amministrazioni;

–   in particolare, la legge 27 dicembre 2006, n° 296 (legge finanziaria 2007), all’articolo 1, comma 519, prevedeva, per l’anno 2007, la stabilizzazione a domanda del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni e la legge 24 dicembre 2007, n° 244, (legge finanziaria 2008) prevedeva il collocamento in soprannumero rispetto all’organico dei ruoli;

–   la circolare n° 7 del 2007 del Ministero della Funzione Pubblica contemplava la possibilità per le pubbliche amministrazioni di procedere alla stabilizzazione del personale utilizzato con contratti di natura contemporanea, ma con riferimento a fabbisogni permanenti dell’amministrazione e il decreto del Presidente della Repubblica del 29 dicembre 2007 autorizzava la stabilizzazione mediante l’assunzione a tempo indeterminato di 719 unità di personale;

–   agli interessati fu comunicato che, in ragione della disponibilità di risorse previste dalla Legge Finanziaria 2007 relativa alle assunzioni nell ‘Arma dei Carabinieri, potevano essere incorporati in quell’anno solo coloro i quali si sono classificati entro il 266° posto; e che la posizione dei rimanenti 234 classificati, congedati nei primi giorni di dicembre, “sarà riconsiderata nel quadro delle alimentazioni previste dalla Legge Finanziaria del 2008”;

–   questi 234 vincitori di concorso ritenevano, per essere loro stato più volte riferito, che non ci sarebbe stata soluzione di continuità tra la loro appartenenza all’Esercito e il passaggio ai Carabinieri;

–   tra essi molti sono i padri di famiglia, titolari dell’unico reddito, molti hanno partecipato a rischiose missioni internazionali, tutti hanno fatto affidamento su una continuità di reddito, ampiamente meritata e per altro promessa;

–   nel frattempo, i colleghi delle 234 persone menzionate che non sono rientrati nei 490 posti, continuano a prestare servizio nell’Esercito, regolarmente pagati;

–   risulta addirittura che i 234 non possono intraprendere attività lavorative perché vincitori di concorso in attesa di chiamata di carattere militare;

–   a parecchi di questi ex (sempre che siano ex) militari non è stata corrisposto neppure il trattamento di fine rapporto che potrebbe aiutarli a superare le presenti difficoltà, benché nel loro CUD risultino pagate le imposte;

–   si è ormai delineata una situazione molto pesante che potrebbe indurre le vittime di questa anomalia a dar vita a contenziosi, costosi per loro e per la Pubblica Amministrazione;

–   sulla questione l’interrogante ha presentato analogo strumento al precedente
Governo in data 21 dicembre 2007, senza riceverne risposta;

si chiede di sapere:

–   quando detti 234 vincitori di concorso saranno incorporati nell’Arma dei Carabinieri;

–   come si ritiene di indennizzarli per questi mesi trascorsi senza stipendio e senza possibilità di lavoro;

–   come è possibile che non venga corrisposto il trattamento di fine rapporto quando risultano pagate le imposte sul medesimo.

 

 

 

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