A partire dal 1° agosto 2007, i Cittadini rischiano di trovarsi con 56.000 medici che non possono lavorare

Intervento in Aula per dichiarazione di voto sull’emendamento 1.800 al decreto-legge proroga termini

Signor Presidente,

ringrazierei il relatore per aver spiegato i criteri di formulazione dei suoi pareri, salvo il fatto che poi ho scoperto che su questo emendamento ha espresso parere contrario senza dare alcuna spiegazione.

Credo che, in generale, di debba dare una spiegazione; non tanto all’Opposizione, che ha presentato l’emendamento, quanto ai Cittadini che, se l’emendamento 1.800 non viene approvato, a partire dal 1° agosto 2007 – salvo eventuali proroghe, che auspico – si troveranno ad avere 56.000 medici che non possono lavorare (medici che sia che lavorino privatamente, sia che operino in strutture pubbliche, offrono un servizio, cure e interventi), senza che da ciò derivi alcun vantaggio per la collettività.

Anzi: di qui ad allora occorrerà, almeno pro forma, investire grandi somme di denaro che, anziché essere dirette a impedire ai medici di continuare a esercitare la loro attività professionale fuori dell’ospedale, in strutture che altri e non il Contribuente pagano, dovranno essere impiegate per costringere i medici a operare all’interno dell’ospedale.

Più che occuparsi dei medici che svolgono attività extra-muraria, più o meno allargata, forse bisognerebbe considerare prioritario combattere i topi, che svolgono certamente un’attività intramuraria. Credo che la priorità sia consentire agli utenti, che devono comunque utilizzare le strutture pubbliche, di avere strutture efficienti. Non mi sembra prioritario investire soldi a tale scopo, perché oggi questi medici riescono a operare, a fornire un servizio – e, tra l’altro, a procurare un introito agli ospedali pubblici – all’esterno degli stessi.

Invito, pertanto, tutti coloro che hanno a cuore la questione, e non ritengono di dover applicare criteri ideologici ma di servire semplicemente la funzionalità degli ospedali e delle cure mediche erogate ai Cittadini, a votare a favore di questo emendamento che, peraltro, stabilisce semplicemente un termine meno irrealistico per l’attuazione della norma.

Votazione nominale dell’emendamento 1.800, presentato dai senatori Tomassini e Malan: il Senato non approva.

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